mercoledì 23 dicembre 2009

Buone feste

Cari amici vicini e lontani, quest'anno ne ho avuto abbastanza di freddo e neve, perciò credo che andrò a riscaldare gli ossicini nelle antiche terre di conquista del glorioso impero romano. No no, niente nostalgia imperialista, anzi, i romani ne han fatte di cazzate...

Per i dettagli di viaggio (e per iscriversi in corsa, c'è ancora posto..) cliccate sul link.
Baci e fate i bravi.


venerdì 18 dicembre 2009

Nostalgia

Non fatevi ingannare dal titolo di questo post. La nostalgia che provo non è certo per gli anni del fascismo, non è certo per le condizioni politiche che portarono Mussolini, dopo aver di fatto organizzato il delitto di Giacomo Matteotti nel giugno del 1924, ad annientare ogni residuo rigurgito di opposizione, pronunciando il celebre discorso del 3 gennaio 1925:

"Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!"

No. La nostalgia che provo - soprattutto quando accendo la televisione e mi capita di guardare un dibattito politico dei giorni nostri - è per lo spessore morale, la fierezza e la dignità dei grandi uomini e delle grandi donne che hanno fatto la storia dell'Italia democratica e antifascista. E quanta nostalgia.


Novembre 1930, Velia Matteotti scrive a Gaetano Salvemini.

"Le parli il cuore, di chi raccoglie e custodisce, giorno per giorno, tutte le disperse parole di un testamento sacro a noi e ai nostri figli. Le dica, il cuore, che ogni giorno si aggiunge a esso una nota, una memoria, il lento lavoro di chi solo crede e spera. E di chi, nel silenzio di se stesso, dalle forze che credeva distrutte, rileva la necessità di vivere e operare come può e come sa, ma con animo puro e forte. Voglia avere, almeno quel poco di consolazione, che un amico dona all'altro nel momento più duro. E pensare che, nel suo stesso culto vivono, vicini e lontani, morti e vivi, i migliori uomini che ancora rimangono."

lunedì 14 dicembre 2009

parole e violenza

Stamattina ho letto l'editoriale di Mario Calabresi sulla questione dell'assalto a Berlusconi. E' forse l'unico ad aver usato parole di buon senso in questa giornata di follia mediatica. Certo non è un caso se proprio lui, con la sua storia personale, ha detto quelle cose e vorrei qui di seguito ricordare cosa veniva scritto sulle pagine di Lotta Continua nei mesi che hanno preceduto l'assassinio di Luigi Calabresi:

«È l’organizzazione della nostra forza e dell’autonomia del proletariato che farà giustizia di tutti i suoi nemici. All’assassinio di Pinelli abbiamo detto a chiare lettere che il proletariato sa chi sono i responsabili e saprà fare vendetta della sua morte».

«Gli siamo alle costole, ormai è inutile che si dibatta come un bufalo inferocito. Qualcuno potrebbe esigere la denuncia di Calabresi per falso in atto pubblico. Noi, più modestamente, di questi nemici del popolo vogliamo la morte».

«Siamo stati troppo teneri con il commissario di Ps Calabresi. Egli si permette di continuare a vivere tranquillamente, di continuare a fare il suo mestiere di poliziotto, di continuare a perseguitare i compagni. Facendo questo, però, si è dovuto scoprire, il suo volto è diventato abituale e conosciuto per i compagni che hanno imparato ad odiarlo. La sua funzione di sicario è stata denunciata alle masse che hanno cominciato a conoscere i propri nemici con nome, cognome e indirizzo. È chiaro a tutti, infatti, che sarà Calabresi a dover rispondere pubblicamente del suo delirio contro il proletariato. E il proletariato ha già emesso la sua sentenza, Calabresi è responsabile dell’assassinio di Pinelli e Calabresi dovrà pagarla cara».

«Nelle strade e nelle piazze il proletariato emetterà il suo verdetto, lo comunicherà, e ancora là, nelle piazze e nelle strade lo renderà esecutivo».

«L’eliminazione di un poliziotto non libererà gli sfruttati. Ma questa è sicuramente una tappa fondamentale dell’assalto del proletariato contro lo stato assassino».

«Calabresi, assassino, stia attento. Il suo nome è tra i primi della lista».

DULCIS IN FUNDO, il giorno dopo l'assassinio di Calabresi, 18 Maggio 1972:

«Giustizia è fatta».

venerdì 11 dicembre 2009

LO SCISMA È QUI ?

Il viaggio di Chiaberge fra i cattolici adulti

di Alessandro Litta Modignani

Nel suo lungo viaggio fra i cattolici adulti (“Lo scisma – Cattolici senza Papa”, 300 pagine, Longanesi) Riccardo Chiaberge si reca in visita a una cospicua lista di quei credenti, quasi tutti cattolici praticanti, che mandano puntualmente il cibo di traverso alle gerarchie vaticane. Sono personaggi noti e meno noti, laici ed ecclesiastici, storie di vita e di fede che non rientrano nello stereotipo che vorrebbe il “buon cristiano” ligio ai dettami della Chiesa.
La carrellata parte dal frate eremita che si oppone “alla concezione anticristiana della vita e della famiglia diffusa dal berlusconismo”, non risparmia Radio Maria (“Per me è un veleno.... Un fanatismo lontano anni luce dal messaggio evangelico”) e osserva acutamente: “Celibe dev’essere il monaco, non il prete”. Poi è la volta della cosiddetta “secessione viennese”, con il suo cupo corollario di scandali a sfondo pedofilo. Sfilano i parroci di base, le suore comboniane, i gesuiti non allineati, i “missionari in Padania” – e naturalmente quelli in Africa, che distribuiscono preservativi per limitare la diffusione dell’Aids. Un apposito capitolo è dedicato ai “Preti in amore”, i vari Bollettin, Milingo, don Sante e molti altri.
Particolarmente ricco il fronte dei cattolici impegnati nella ricerca scientifica e nelle nuove frontiere della medicina, da Giorgio Lambertenghi Deliliers a Elisa Nicolosi, a Elena Cattaneo e naturalmente a quel don Luigi Verzé che ha ammesso di avere “staccato” su richiesta, dalla macchina che lo teneva in vita, un suo amico paziente terminale. Lambertenghi alza gli occhi al cielo commentando l’accanimento di chi vuole nutrire forzatamente un corpo dopo 17 anni di vita vegetativa: “Lo so, cosa vuole, i bioeticisti.... Oggi sono molto di moda. Molti di loro non conoscono gli ospedali, non sono mai stati in una corsia.... Persino Papa Giovanni Paolo II ha detto: lasciatemi tornare alla casa del Padre”.
Commovente e significativo il panorama degli “ex voto” affissi nelle bacheche del Regina Elena, a Milano, da quanti sono riusciti ad avere un figlio grazie alla fecondazione assistita, nonostante i veti della Chiesa: “Ci avete dato amore e speranza.... Avete compiuto il miracolo.... Il nostro sogno si è realizzato... Bisogna credere fino in fondo, sperare e pregare che il miracolo si realizzi.... C’è un angelo in cielo che non aspetta altro che di diventare un bambino....” e così via.
Il libro di Chiaberge conia un neologismo: “dolorismo”, termine con il quale il gesuita Padre Carlo Casalone descrive una visione arcaica e un po’ sadica del cristianesimo: “Non è stato il dolore a salvarci, ma l’amore”. Purtroppo di “doloristi” se ne sono radunati un po’ più del necessario al capezzale di Piergiorgio Welby, commenta l’autore.
La donna ? Nel ’95 la Congregazione per la dottrina della fede, presieduta da Joseph Ratzinger, dice che la sua esclusione “è fondata sulla parola di Dio, scritta e costantemente conservata e applicata nella tradizione della Chiesa”; che “è stata proposta infallibilmente” dal pontefice; e che dunque “si deve tenere sempre e ovunque da tutti i fedeli, in quanto appartenente al deposito della fede”. Chiaro, no?
Chiaberge parla di un “crescente distacco dei vertici romani dal popolo di Dio” e di una Chiesa “istituzione anacronistica, l’ultima monarchia assoluta in Europa dopo il crollo dell’Ancien Règime, una piramide tutta al maschile in un mondo dove le donne hanno ormai raggiunto quasi dappertutto ruoli di comando”. Per contro, il mondo cattolico seguita a esprimere quella “creatività cristiana che nessuna gerarchia, per quanto ottusa, potrà soffocare”, per usare le parole di Jean Delumeau. Quest’ultimo aggiunge: “Oggi i progressi dell’embriologia ci dicono che la fecondazione dura più di venti ore, e che solo un ovulo fecondato su tre arriva a impiantarsi nell’utero. Soltanto a partire dal 14° giorno è certo che l’ovulo non darà vita a due gemelli. E allora perchè non decidere che la persona umana comincia solo quando appaiono i primi rudimenti del cervello?”. Già, perché?
Monsignor Sergio Pagano si spinge a dire: “Le cellule staminali, la genetica, qualche volta ho l’impressione che siano condannate con gli stessi preconcetti che si avevano verso le teorie di Copernico e Galileo”, ma il genetista Bruno Della Piccola, presidente di Scienza & Vita, subito lo bacchetta: “Fermare la ricerca sulle staminali embrionali non è affatto oscurantismo”. A volte, almeno in Italia, gli scienziati arrivano a essere più clericali del clero, chiosa Chiaberge.

mercoledì 9 dicembre 2009

1 Marzo 2010 giornata senza immigrati - 24 ore senza di noi

''Se gli immigrati per 24 ore si astenessero da lavoro e consumi, anche in Italia ci si renderebbe conto che serve guardare il problema con un'altra ottica''. La proposta, che fa discutere in Francia, e' stata rilanciata dalla vice presidente del Senato Emma Bonino a Milano nel corso degli ''Stati generali degli immigrati''

sabato 5 dicembre 2009

Lettera aperta al Ministro Brunetta

COMUNICATO STAMPA

5 DICEMBRE 2009



Numerose associazioni per il software libero sottoscrivono la lettera aperta al Ministro Brunetta pubblicata a p. 11 del quotidiano "Gli Altri" in edicola oggi.

http://www.softwarelibero.it/brunetta


On.le Ministro Renato Brunetta,

Abbiamo letto le Sue lettere pubblicate sul giornale «Gli Altri» il 14 ed il 19 novembre.

Nella prima [1], Lei difende la validità della scelta operata sottoscrivendo insieme al Ministro Gelmini il Protocollo di Intesa con Microsoft S.r.l. per la realizzazione di azioni a supporto dell'innovazione digitale nelle scuole [2] argomentando che quest'ultima si sarebbe impegnata a sostenere gratuitamente il Piano del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca ed il Piano eGov2012 per la scuola del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione. Nella seconda [3] Lei dà atto dell'importanza e del valore positivo del Software Libero ma conferma la validità della scelta argomentando che Microsoft S.r.l. avrebbe promesso di donare alla Pubblica Amministrazione non solo licenze software ma anche computer.

In realtà, leggendo il Protocollo, non ci pare si possano cogliere promesse così "radicali" da parte di Microsoft, una multinazionale che, forte della propria posizione dominante sul mercato, è scrupolosamente attenta ai propri interessi economici, tanto da fatturare dalla propria filiale irlandese (per ragioni di convenienza fiscale) tutte le vendite di licenze realizzate nel nostro Paese [4].

E' vero che l'accordo non prevede oneri finanziari espliciti per la Pubblica Amministrazione, che pure si impegna a collaborare nella ricerca di clienti (istituzioni scolastiche, personale docente e studenti) per i prodotti Microsoft, ma è anche vero che i giovani (e con loro gli insegnanti, e le famiglie) formati oggi dalla scuola, saranno in futuro cittadini e lavoratori capaci di utilizzare solo i software che ora ricevono "gratis" o "a prezzo di favore": clienti e consumatori che troveranno più difficile scegliere soluzioni alternative.

Molti commercianti forniscono campioni gratuiti per incentivare successivi acquisti. Crediamo che la Pubblica Amministrazione non debba farsi blandire così facilmente: il regalo di oggi si trasforma in un debito che nel futuro salderanno le imprese, i cittadini ed il Paese.

Condividendo il Suo proposito di realizzare importanti risparmi per il sistema scolastico e per la Pubblica Amministrazione, ci impegniamo a mettere a Sua disposizione licenze software per tutti i docenti e gli studenti italiani: sistema operativo, suite di produttività e molti altri software liberi sono a Sua completa disposizione in via definitiva e gratuita.

Sappiamo che questo potrebbe già esserLe sufficiente per considerare con favore la nostra proposta, ma non basta. Ci sono infatti molte altre ragioni che portano a consigliare di adottare Software Libero nel sistema scolastico. Crediamo innanzi tutto che la Scuola Pubblica debba formare cittadini, non consumatori. Che essa abbia oggi il compito di diffondere la cultura digitale, non quello di promuovere l'utilizzo di specifici prodotti.

La diffusione della cultura digitale passa attraverso la promozione di strumenti e tecnologie liberi: solo in questo modo si attuano i principi ed i valori della nostra Costituzione nella società dell'informazione e della conoscenza. Con il Software Libero si diffonde la condivisione della conoscenza, si rendono concreti valori quali la collaborazione e la libertà di espressione. Si contribuisce ad abbattere il divario digitale.
Promuovendo nelle scuole il Software Libero si realizza davvero il bene comune: si favorisce lo sviluppo di imprese nazionali che forniscono servizi ad esso connessi e si riduce la spesa in acquisti di licenze di software proprietario dall'estero, con benefici alla bilancia dei pagamenti ed al sistema fiscale del nostro Paese.

Per sostenere queste ragioni, l'Associazione per il Software Libero aveva già presentato una domanda di intervento nel procedimento amministrativo del quale fa parte il Protocollo di Intesa sottoscritto da Lei e dal Ministro Gelmini con Microsoft S.r.l., chiedendo anche l'integrazione del Protocollo stesso per favorire la diffusione del Software Libero nel sistema scolastico e per il bene del Paese [5].

Siamo certi che, prestando alle istanze di cui sopra la dovuta attenzione, saprà fugare i sospetti di quanti vogliono vedere nelle Sue attenzioni alle offerte di Microsoft S.r.l. una "sudditanza psicologica" che certamente stride con l'immagine che di Lei danno le Sue attività negli altri settori e pertanto, vorrà aderire alla richiesta delle scriventi associazioni di sottoscrivere un Protocollo d'intesa con il quale il Suo Ministero si impegni a promuovere il Software Libero nella Scuola ed in tutta la Pubblica Amministrazione.

Con ogni osservanza,
Agorà Digitale - Luca Nicotra - http://www.agoradigitale.org/
Apritisoftware - Marco Marongiu - www.apritisoftware.it
Associazione Govonis - Costantino Pessano - http://www.govonis.org
Associazione per il Software Libero - Marco Ciurcina - http://www.softwarelibero.it
Baslug - Savino Sasso - http://www.baslug.org
Condividi la Conoscenza - Fiorello Cortiana - http://www.condividilaconoscenza.org
Faber libertatis - Mirko Romanato - http://www.faberlibertatis.org
Fanolug - Filippo Carletti - www.fanolug.org
FLOSSMarche - Matteo Vitali - http://flossmarche.netsons.org
Free Hardware Foundation - Arturo Di Corinto - http://fhf.it
FSUGitalia - Alexjan Carraturo - http://www.fsugitalia.org
FSUG Padova - Andrea Brugiolo - http://www.fsugpadova.org
GFOSS.it - Paolo Cavallini - http://www.gfoss.it
Gruppo Linux Como - Francesco Brisa - http://www.gl-como.it
GNU/Linux users group Torino (GLugTo) - Massimo Tarditi - www.glugto.org
Hacklab Cosenza - Vincenzo Bruno - http://hacklab.cosenzainrete.itl
Italian Linux Society - Michele Dalla Silvestra - http://www.linux.it
Lugge - Andrea De Gaetano - http://www.lugge.net
Partito Pirata - Athos Gualazzi - http://www.partito-pirata.it
Panharmonikon - Puopolo Giuseppe - http://www.panharmonikon.com
PDP FSUG - Luca Ferroni - http://pdp.linux.it
Progetto Linux User Group Sassari (PLUGS) - Mauro Piga - http://www.plugs.it
Scambio Etico - Luigi Di Liberto - www.scambioetico.org
UnaRete - Flavia Marzano - http://www.unarete.eu
Wikimedia Italia - Frieda Brioschi - http://www.wikimedia.it


[1]
http://altronline.it/sites/default/files/09_11_14.pdf
[2]
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/scuola_digitale/protocollo_Brunetta_Gelmini.pdf
[3]
http://altronline.it/sites/default/files/2009_11_19_0.pdf
[4]
http://softwarelibero.it/riflessione-politiche-innovazione-ict
http://softwarelibero.it/files/Le_role_Etat_monopoles_informatique.pdf
[5]
http://www.softwarelibero.it/software_libero_scuola

mercoledì 2 dicembre 2009

Ho scoperto il podcasting

Il tempo che ognuno ha a disposizione è quello, c'è poco da fare. Fino a che non inventeranno un sistema per abituare il nostro cervello al multi-tasking, si dovrà per forza far selezioni e dare priorità. Questa è la ragione principale della mia latitanza da questo blog.

Da un po' ho scoperto il podcasting, inteso come lo scaricamento di contenuti sul mio telefono, per poi ascoltarli nei tempi morti di commutazione tra casa e lavoro e viceversa. Stufo di ascoltare la Zanzara di Giuseppe Cruciani, che non fa altro che cibarsi della stessa cacca prodotta dai media di regime, ho deciso che era più opportuno accrescere le mie nozioni di storia, grazie ad una serie di file audio resi disponibili dall'editore Laterza. Si tratta delle registrazioni di una serie di lezioni e letture molto interessanti sulla storia della capitale, tenute da importanti storici.

Quella che ho ascoltato questa mattina, mentre affrontavo il traffico milanese, trattava della "Breccia di porta Pia". In realtà, ciò che è davvero interessante di queste lezioni non è tanto la relazione dello storico, ma la lettura in diretta di alcuni contributi e scritti che hanno attinenza con l'argomento e con quella fase storica. Di seguito ne riporto uno che mi ha colpito, del sacerdote polemista Giacomo Margotti, un confronto tra Roma e Londra all'interno del quale credo sia possibile trovare veramente tutta la distanza che divide la nostra cultura da quella del mondo anglosassone. Ovviamente, l'interpretazione di queste differenze da parte dell'autore, è esattamente opposta a quella del sottoscritto.

"Roma e Londra richiamano a memoria due sistemi, due dottrine, che cozzano fra loro in punto di religione, di morale, di politica, di economia, di civiltà. Roma, è la città della fede, la sede dell'autorità, la fonte degli oracoli. Londra, è il paese dell'indipendenza, l'ara del libero esame, la dea del parlamentarismo. Roma, la città di Dio, il santuario dell'universo, chiama i popoli in nome del cielo al godimento dei beni morali, considerando come un semplice accessorio i vantaggi terreni. Londra, la città del mondo, l'emporio del commercio universale, invita le genti a goder sulla terra e della terra, a studiare l'aumento di questi gaudi, ad inebriarsene come se fossero l'ultimo termine della loro vita. Roma è eterna, come Cristo che la elesse per sede del suo vicario. E Cristo non muore. Londra è labile, come il fumo, a cui deve la sua ricchezza. E passerà, come il naviglio che è fonte della sua potenza. Roma è un miracolo di Dio. Londra, un miracolo dell'uomo."