Al cittadino non far sapere...le assenze del Deputato europeo
Volete sapere quante volte questo o quel Deputato europeo ha partecipato ai lavori di Commissione? Impossibile, almeno per ora.
Nel settembre 2008 chiedo all’Ufficio Registro del Parlamento europeo i dati sulle mie presenze durante tutta la legislatura. Mi pregano di rivolgermi direttamente all’Ufficio Cassa (che paga le indennità, sulla base delle presenze). Un cittadino naturalmente non ha accesso a questi dati, classificati come altamente riservati.
Dopo tre mesi ricevo in busta sigillata un certificato che attesta le mie presenze, ma solo alle sessioni plenarie. Il calcolo conteneva diversi errori e non registrava le riunioni di Commissione, dove si svolge il vero lavoro parlamentare (la plenaria è solo quattro giorni al mese). Inizia l'avventura.
A questo punto chiedo i dati di tutti quanti i Deputati, ricevendo prima l'invito a cercare nei verbali di ciascuna riunione pubblicati in internet (cioè un lavoro certosino di qualche centinaio di ore), poi un diniego formale da parte del Segretario Generale, motivato con il fatto che i dati da me richiesti sarebbero contenuti in un Database, e non in vero e proprio Documento (?) e che quindi non esiste alcun obbligo a Parlamento a fornire Database.
Nelle stesse settimane sono nominato Relatore del Parlamento europeo sull’accesso ai documenti, e posso chiedere il supporto dei colleghi. Dopo una nuova richiesta di accesso agli atti, la mia Relazione è approvata in Commissione: il PE si sarebbe preso l’impegno di "dover varare, prima delle elezioni di giugno, un piano d'azione speciale per assicurare sul proprio sito web una maggiore e più agevole disponibilità di informazioni su: attività, partecipazione e presenza dei deputati europei ai lavori parlamentari in termini assoluti, relativi e percentuali, rendendo tali dati disponibili ed accessibili ai cittadini anche mediante criteri di ricerca; attività del Parlamento in plenaria e in commissione; indennità e spese dei deputati, nonché tutte le dichiarazioni di interessi finanziari per tutti i deputati al PE.” Insomma, è la proposta di "anagrafe pubblica degli eletti" portata avanti da Radicali italiani per tutte le istituzioni.
Il 12 Gennaio 2009, l'ufficio di Presidenza del Parlamento Europeo reagisce al voto, decidendo che "le informazioni già disponibili separatamente relative alla presenza in plenaria e in commissione devono essere pubblicate in forma aggregata sul sito internet del Parlamento europeo, prima delle elezioni del 2009, in modo da rendere queste informazioni disponibili al pubblico più facilmente accessibili".
Il Giorno dopo, il Parlamento approva con 355 voti a favore e 195 contro (tra i quali quasi tutto il PdL) la mia Relazione. L’impegno è diventato ufficiale. Tutto risolto? Non proprio.
Mentre dal Segretariato non arrivano notizie, ad aprile presento prima la mia personale anagrafe pubblica, pubblicando, insieme agli altri deputati e dirigenti radicali, i dati relativi alla mia attività istituzionale e alla gestione del mio ufficio: http://www.radicali.it/ape/index.html
A fine aprile, dopo avere sollevato in aula due mozioni d'ordine al Presidente e due interrogazioni formali (mai ricevuto risposta) per avere informazioni sull’avanzamento dei lavori. Sulla stampa specializzata si comincia a parlare di “difficoltà tecniche” invocate dal Segretariato rispetto alla messa in rete dei dati. Organizzo una conferenza stampa alla quale invito partecipa un mio ex assistente, Flavien Deltort, che, negli ultimi sei mesi ha fatto da solo quel lavoro certosino di raccolta dei dati disponibili e li pubblica sul sito parlorama.eu.
Il sito è subito minacciato di denunce e costretto a chiudere dopo pochi giorni. Non tutti i dati sono su Internet, dicono molti, dunque il lavoro di Deltort è incompleto: servono i dati ufficiali! (proprio quello che chiedo io, e che abbiamo votato).
L’8 maggio, ultima data utile di riunione, i “capi” del Parlamento si rimangiano l’impegno preso dall’aula. L’Ufficio di Presidenza infatti decide di pubblicare i dati di partecipazione dei Deputati limitatamente ai lavori di Plenaria, Ufficio di Presidenza, Conferenza dei Presidenti, Questori. Ma non i lavori di Commissione, cioè di più della metà delle riunioni!!! Oltretutto, i Presidenti non forniscono una data precisa, pur ribadendo l'impegno a concludere il tutto prima delle elezioni (quando? un’ora prima, quando non ci sarà più il tempo di far conoscere i dati agli elettori?).
Il resto...alla prossima puntata. O alla prossima legislatura (se i radicali ne avranno la possibilità, NDR).
Marco Cappato, parlamentare europeo.

3 commenti:
interessante, curiosa di conoscerne il seguito.
ricordi i redditi pubblicati su internet?
in italia non si puo`....
eh, poi dice che c'è la corsa alle candidature
Appena ho iniziato a leggere mi sono detto; ma allora Nic è un eurodeputato, poi giunto alla fine ho capito. Si tratta del solito magna magna.
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