Lo dicono i radicali da decenni, lo ha ridetto Beppe Grillo di recente, anche se con intenti del tutto diversi.
In Italia, la patria di Cesare Beccaria, probabilmente il più grande ed illustre teorico di come debba essere organizzato un sistema giudiziario equo ed efficiente, i provvedimenti di indulto ed amnistia esistono da sempre ed operano quotidianamente, in maniera strisciante.
Altro che i facili e demagogici appelli all'inasprimento delle pene. Altro che le grida di dolore dei Marco Travaglio, dei leghisti, di tutti coloro che si sono schierati indignati contro il recente (e aggiungo sacrosanto) provvedimento di indulto.
La lunghezza infinita dei processi civili e penali ed i milioni di fascicoli destinati a prescrizione certa, sono ciò che rende l'Italia un paese da terzo mondo. Dove la legalità minima non è più garantita, per nessuno. Dove il sistema gioca a favore di chi trasgredisce le leggi ed ha i mezzi economici per tirare in lungo, nella piena certezza dell'impunità.
Adesso lo dice anche il
capo della polizia, vedremo se Berlusconi, dopo aver sapientemente utilizzato a suo favore l'arma della prescrizione, raccoglierà questo ennesimo, autorevole, grido di denuncia.
Vedremo. Di sicuro l'identificazione di un "reato di immigrazione clandestina" per un numero stimato di mezzo milione di immigrati, non sembra proprio andare nella direzione giusta.