...e non dovete neppure fare la fatica di andare in edicola.
Ci sono aggiornamenti sulle presidenziali americane, a cura di Antonello Guerrera. C'è un'interessante intervista a Micheal Harrington su Alitalia, di Piero dell'Olivo. C'è un'intervista alla candidata alle primarie del PD giovani, Giulia Innocenzi, di Astid Nausicaa Maragò. C'è un'intervista alla scrittrice Emma Dante, di Michele Fronterrè.
Solo per citarne alcuni.
E poi ci sono le consuete rubriche settimanali Speakeasy di Michael Mazzei, Sindacospa, di Roberto Basso, Nic'c Pics, del sottoscritto.
Ci siamo, dovremmo esserci: avremo una compagnia di bandiera. Il sistema partitocratico si è mobilitato come solo nelle grandi occasioni sa fare per mandare a puttane ogni nostro residuo straccio di credibilità, favorendo in ogni modo la soluzione peggiore per la maggioranza degli italiani.
Negli USA il presidente dialoga con gli sfidanti alle prossime elezioni e li invita a collaborare per superare la più grande crisi finanziaria che gli Stati Uniti abbiano affrontato dal 1929 in poi. E il popolo americano serra i ranghi e si prepara ad affrontare la bufera come una cosa sola.
Qui da noi è successo lo stesso, ma per un obiettivo un tantino diverso: salvare il culo al maggior numero possibile di dipendenti-elettori Alitalia, addossando alla collettività qualcosa come 3 miliardi di Euro e promettendo alla CAI che per un numero congruo di anni (circa tre), sarà posta al riparo da ogni attacco da parte di quella che per il capitalismo italiano è la vera bestia nera: la concorrenza. E chi pagherà? Ancora una volta noi, con i prezzi più elevati ed il servizio più scadente d'europa.
Avessimo venduto ad Air France (sia detto per inciso, la più grande compagnia aerea al mondo, micacazzi), questa si sarebbe fatta carico dei debiti di Alitalia e gli imprenditori Italiani avrebbero avuto una speranza in più di poter contare su un servizio di trasporto decente verso le zone del mondo economicamente strategiche.
Nel frattempo, l'Italia è scivolata al quinto posto nella classifica del turismo mondiale, dopo Francia, Spagna, Stati Uniti e Cina, che invece possono contare su collegamenti efficienti, puntuali e - sopratutto DIRETTI.
Vabbè fa niente, no? Abbiamo la compagnia di bandiera, vuoi mettere la soddisfazione?
Recentemente, durante il discorso di chiusura di Obama alla convention democratica, il simpatico Uolter è stato intervistato da un giornalista che, evidentemente obnubilato dall'atmosfera della libera stampa ammerregana, gli aveva chiesto se il PD intendesse in futuro adottare il medesimo sistema di primarie "aperte" come avviene in america da sempre. Ovviamente Uolter si è ben guardato dal rispondere.
In questi giorni, dopo la farsa dell'esclusione di Di Pietro e Pannella dalle primarie del PD che hanno decretatato l'incoronazione di Uolter, si ripresenta più o meno la medesima situazione per l'elezione del segretario dei giovani del PD: le regole per l'elezione non è dato di conoscerle, la data delle medesime elezioni neppure. Si sa però, ma niente di ufficiale eh, che entro un paio di giorni i candidati dovranno presentare ben 600 firme, raccolte in almeno 5 regioni italiane., però guardacaso il sito del PD non dice nulla in merito.
Insomma, vi risparmio i dettagli, se volete potete leggere tutto dall'amico Metilparaben, che è decisamente più paziente e minuzioso nella descrizione della questione, oppure direttamente sul blog di Giulia Innocenzi, che sta cercando disperatamente di candidarsi. Se poi avete dai 14 ai 29 anni, potete raccogliere le firme nella vostra zona per Giulia. Qui il modulo.
Io, per quel che mi riguarda, vista la passione Veltroniana per il cinema, (a quanto pare trasmessa anche alla giovane figlia), gli dedico questa locandina.
L’intero nord africa è stato oggetto, fin dall’antichità, di numerose ondate di espansione coloniale da ogni direzione. La Libia in particolare, a causa della sua collocazione geografica, di cerniera naturale tra culture europee, arabe e africane, è stata scelta nei secoli come insediamento da fenici, greci, romani, vandali, bizantini...
Come di consueto, il resto del testo e altre foto sono sul nuovo numero di LibMagazine.
Nel 1870, alcune settimane dopo la caduta di Napoleone III (battaglia di Sedan), l'esercito italiano guidato da Raffaele Cadorna entrò in Roma con i suoi bersaglieri attraverso la celebre Breccia di Porta Pia e si procedette all'annessione del millenario Stato della Chiesa al Regno d'Italia. Nel 1871 venne poi approvata la Legge delle Guarentigie, la quale - come dice il suo nome - fissava precise garanzie per il Papa e per la Santa Sede.
Il Papa, all'epoca Pio IX, secondo la suddetta legge, diventava suddito dello Stato Italiano, ma avrebbe continuato a godere di una serie di privilegi rispetto agli altri cittadini. Il Papa non volle mai tuttavia accettare una legge unilaterale (fu compilata infatti su iniziativa del solo Stato Italiano) e, a suo parere, eversiva. Per questo motivo, utilizzò un'espressione ricavata dagli atti degli apostoli, la celebre "non possumus" (non possiamo).
Dal 1871, sia Pio IX sia i suoi successori non uscirono dai Palazzi Vaticani, inscenando una protesta - detta appunto la Quaestio romana - che perdurò quasi 60 anni, fino ai Patti Lateranensi del 1929, precursori dei successivi concordati.
Pio IX nel 1874 e Leone XIII ingiunsero inoltre agli italiani cattolici di non recarsi alle urne e poi con il famoso "non expedit" cercarono di impedire ai cattolici italiani (per più di trent'anni) di partecipare attivamente alla vita politica del Paese.
Le prese di posizione della Chiesa Cattolica e le forme di pressione esercitate sui politici e sugli elettori cattolici su temi quali aborto, eutanasia, accanimento terapeutico dimostrano che gli ultimi 130 anni non hanno cambiato di una virgola l'atteggiamento della Chiesa.
Lo avevamo detto parecchio tempo fa che la soluzione Air France era l'unica davvero sensata per scongiurare il fallimento, che a questo punto diventa la cosa più desiderabile.
Sempre che al Cavaliere non venga davvero in mente di fare quello che abbiamo sentito ventilare, una sorta di nazionalizzazione a tempo. Un po' come tentare di curare un malato con lo stesso veleno che lo sta uccidendo.
Aggiornamento: pare che Tremonti abbia detto di no alla nazionalizzazione, pare che nel più classico stile italiota, quelli che abbandonano il tavolo della trattativa non lo facciano davvero con l'intento di chiudere la trattativa. Un'altro punto a favore di Cyril Spinetta.
Ho quarant’anni. Come molti della mia generazione, ho iniziato a usare il personal computer all’università, e ho acquistato il mio primo cellulare in età adulta, con i primi stipendi. In questi giorni, complici un cambio favorevole e l’atmosfera unica e informale della silicon valley californiana, mi sono regalato un iPod all’ultimo grido...
Per scoprire cosa c'entra tutto questo con la foto qui sotto, aspettate il vostro turno e buttatevi a rotta di collo giù con il carretto fino a LibMagazine, c'è un intero nuovo numero che vi aspetta!
Se poi vi resta un po' di tempo, leggete qui. Non credo sia del tutto fuori argomento.
Sarò via una settimana intera. Vado a controllare che il Golden Gate sia ancora al suo posto. E' uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve fare. Voi fate i bravi.
Segretario: Esimio presidente, sua altezza lucente, come desidera inaugurare il suo mandato? Cosa dobbiamo fare?
Dittatore illuminato: le cose sarebbero tante, comunque vediamo...intanto mandate a prendere Berlusconi e Veltroni e fateli spedire sull'isola dei famosi. Ah, e poi stracciamo il concordato Stato-Chiesa, che ne ho le palle piene del pastore tedesco.
1. Nonostante Mao fosse settantenne, la propaganda di partito dichiarò che il presidente aveva nuotato 15km in 65 minuti nello YangTze. Un passo da record del mondo a quei tempi, se solo qualcuno si fosse premurato di fare il conto.
2. Con grande sprezzo del pericolo, accortosi che una tigre si era liberata dalla trappola che la teneva prigioniera, Vladimir Putin ha imbracciato il fucile e l'ha prontamente narcotizzata, impedendo che la troupe televisiva che passava di lì per puro caso venisse sbranata. Sfortunatamente, non è stato possibile registrare il momento dello sparo, ma credeteci, è andata proprio così.
Il clericale domanda la libertà per sé in nome del principio liberale, salvo poi sopprimerla negli altri, non appena sia possibile, in nome del principio clericale.