The killing fields
Ieri si è spento a New York Dith Pran, il protagonista e testimone di uno di quei baratri di orrore nei quali l'umanità riesce - con cadenza più o meno regolare - a precipitare se stessa, a dimostrazione della nostra totale incapacità di imparare dalle tragedie della storia.La storia terribile e insieme fortunata di questo fotogiornalista cambogiano, ha ispirato un bellissimo film del regista Roland Joffè: The killing Fields (Urla del silenzio).
Sono stato in Cambogia alcuni anni fa e ho visto. Ho visto migliaia di teschi impilati in una specie di orribile mausoleo. Ho visto frammenti di ossa umane e denti spuntare dalle fosse comuni del campo di Cheung Ek. Ho visto il filo spinato e le camere della tortura nel centro Toul Sleng, tristemente noto come S-21. Ho visto le fotografie e le schede delle persone che a centinaia di migliaia sono passate fra le grinfie di quei pazzi deliranti accecati dall'ideologia che sono stati i Khmer Rossi.
Ho visto e ho pianto, e non potrò mai più dimenticare. E ancora oggi, ogni volta che ci penso, i brividi mi corrono lungo la schiena e lo stomaco mi si stringe in una morsa.











