Sweetheart bus
Caldi incontri
Mi avevano avvertito del freddo, così indossai cappello, guanti, sciarpa e doppio maglione. In Bolivia ad agosto è pieno inverno, e viaggiare di notte su un'autobus senza riscaldamento a quattromila metri di quota non è uno scherzo. Nonostante questo, appena partiti da Uyuni, mi sembrò quasi che il bigliettaio avesse voluto prendersi gioco dell'ennesimo turista, e sorrisi tra me e me alla vista della signora boliviana seduta accanto a me, imbacuccata come per una spedizione al polo.
Non contenta, dopo circa un'ora di viaggio, la signora tirò fuori una coperta gigantesca e - con un gran sorriso - mi fece capire che potevo approfittarne anch'io. Un gesto così sarebbe considerato fuori luogo, o perlomeno inconsueto per la società individualista a cui ci siamo assuefatti. E' invece ancora del tutto naturale in Bolivia, dove la gente è abituata da sempre a condividere, a "compartir" il tanto o poco che possiede. Non me lo feci dire due volte, ma solo perché mi pareva scortese rifiutare, non perché lo considerassi necessario.
In capo a un'ora, mentre il bus cominciava ad inoltrarsi negli altipiani rocciosi tra Uyuni e Potosì, presi coscienza d'un tratto del colpo di fortuna che mi era capitato. I pochi turisti a bordo, per quanto ben coperti, tremavano dal freddo e si raggomitolavano sui sedili nel tentativo di preservare un poco di calore, mentre io sorridevo come un'ebete, guardando i paesaggi avvolti nel buio e infagottato dalla punta del naso alle caviglie.
Non appena giunti a destinazione, e con mio grande disappunto, la coperta scomparve dentro una grande borsa, la signora mi salutò e si dileguò in un battibaleno insieme a tutti gli altri passeggeri, lasciandomi solo e intorpidito alla stazione degli autobus di Potosì alle due e mezzo del mattino.










Sarebbe tutto perfetto, se non fosse che la Sig.ra Binetti è un autorevole esponente del Partito Democratico e sarà certamente eletta, mentre una come Emma Bonino rischia di stare fuori.



