venerdì 28 settembre 2007
giovedì 27 settembre 2007
Una canzone per i monaci birmani
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NicPic
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Argomenti: birmania, monaci buddisti, myanmar
mercoledì 26 settembre 2007
Forza ragazzi
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Argomenti: aung san suu kyi, birmania, dittatura militare, monaci buddisti, myanmar
martedì 25 settembre 2007
Io ci sarò
Decidere.net propone un altro importante appuntamento. Il 29 settembre, al Teatro Angelicum di Milano, dalle ore 9.45 alle 13.00 si terrà un convegno su due dei cantieri principali delle 13 proposte per una politica ad alta velocità: flat tax al 20% e federalismo competitivo.
Ecco un primo quadro degli interventi previsti:
Annibale Chiriaco, Franco Debenedetti, Paolo Del Debbio, Benedetto Della Vedova, Maurizio Del Tenno, Leonardo Facco, Oscar Giannino, Salvatore Grillo, Antonio Martino, Alberto Mingardi, Giancarlo Pagliarini, Francesco Pasquali, Claudio Privitera, Daniele Capezzone.
I punti in discussione:
1. Fisco: tassa piatta al 20% . La rivoluzione fiscale è possibile
Passaggio progressivo, in 5 anni, ad un'aliquota unica (flat tax) del 20%. Il costo è coperto da una riduzione della spesa pubblica (al netto della spesa per investimenti e per interessi sul debito) dell'1% annuo (5% in 5 anni), il che equivale a dire riduzione della spesa pubblica complessiva, calcolata in rapporto al Pil, dello 0,4% annuo (2% in 5 anni, dal 51 al 49%).
Va osservato che:
a. queste stime non tengono conto dell'assai verosimile effetto di recupero di gettito legato all'emersione di nuova base imponibile;
b. all'aliquota unica si arriverebbe per gradi, per cui fino all'entrata a regime (fino al 5° anno), i costi annualizzati sarebbero anche inferiori;
c. va prevista una rimodulazione del sistema delle detrazioni e delle deduzioni, nonché della no tax area, al fine di assicurare il rispetto del principio di progressività sancito dall' art.53 della Costituzione (riduzione delle detrazioni e delle deduzioni per le fasce di reddito più alte, e aumento per le fasce più basse)
2. Federalismo fiscale e competitivo
Puntiamo a:
- un significativo trasferimento della potestà impositiva dal livello centrale a quello periferico;
- -possibilità anche di pervenire a diversità di livelli di pressione fiscale locale nei diversi territori, per favorire la competizione
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Argomenti: capezzone, decidere.net, fisco, riforma fiscale, tasse
domenica 23 settembre 2007
Forza viola, abbasso i gobbi!!
Solo a Firenze si sarebbe potuti arrivare a cotanta arte goliardica.
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Argomenti: amici miei, fiorentina, gobbi, juve
venerdì 21 settembre 2007
22 Settembre: P-Day
Una marcia per le pensioni. Un P-Day un po' più costruttivo e un po' meno demagogico del liberatorio ma sterile V-Day di Beppe Grillo.
Perché - Per dare un futuro alle pensioni e per dire "no" alla controriforma recentemente annunciata dal governo (sotto dettatura della sinistra comunista e del sindacato). Al contrario di quanto accade nei maggiori paesi occidentali, dove tenendo conto delle tendenze demografiche l'età pensionabile sale, qui da noi vogliono impiegare risorse pubbliche per abbassare l'età pensionabile, tagliando fuori le nuove generazioni. Peggio ancora, la gran parte del costo (3,6 miliardi su 10) graverà sulle spalle dei lavoratori flessibili, che subiranno l'aumento dei propri contributi previdenziali fino al 26,5 %. In sostanza, un giovane, ad esempio un 25enne, dovrà versare un quarto del suo stipendio in contributi per pagare la pensione ad un 58enne. Un padre farebbe firmare una cambiale al figlio per andare in pensione a 58 anni?
Dove - Appuntamento alle ore 16 in Piazza della Rotonda (Pantheon), a Roma, dove si terranno alcuni interventi. Poi, al termine degli interventi, si partirà dal Pantheon verso Piazza Fiume, passando per la sede della CGIL in Corso Italia.
Organizzazioni che hanno già aderito - Forza Italia Giovani, Riformatori Liberali, Federazione giovanile I socialisti italiani, Circoli del Buon Governo, Giovani D.C., Nuovo Movimento Giovani Socialisti - Nuovo Psi, Giovani Socialisti del Nuovo Psi di Caldoro, Federazione giovanile repubblicana, Partito Liberale Italiano, Riformismo oggi, Menostato.it, TuaPensione.it, Unione per le libertà, Competere, Istituto Bruno Leoni, TocqueVille.it, Coalizione Generaziona le, Movimento Giovanitaliani, Partito Giovani, Alternativa studentesca, Destra liberale italiana, Movimento libertario, Italia 2020, Lombardia Domani, Liberali Lombardi, Radicali Italiani.
Interventi programmati - Annibale Chiriaco (Vicepresidente della Confederazione europea dei giovani imprenditori, Yes for Europe), Benedetto Della Vedova (Presidente Riformatori Liberali), Maurizio Del Tenno (Presidente Giovani Confartigianato), Michel Martone (Docente di Diritto del Lavoro, Luiss e Università di Teramo), Maurizio Sacconi (senatore Forza Italia), Giancarlo Pagliarini, Stefano De Luca< /st1:personname> (segr. PLI), Donato Robilotta (cons. reg. Lazio), Daniele Capezzone, Presidente Commissione Attività Produttive, Giancarlo Pagliarini
Interverranno anche i responsabili dei movimenti che hanno aderito alla manifestazione. Per ora, siamo in grado di segnalare gli interventi di: Francesco Pasquali (segretario generale FI giovani), Beatrice Lorenzin (coordinatrice nazionale FI giovani), Nicola Formichella (Responsabile nazionale Circoli del Buon Governo), Nicola Carnovale (segr naz. Federazione giovanile Socialisti Italiani), Lorenzo Pirrotta (portavoce naz ionale Nuovo Movimento Giovani Socialisti – Nuovo PSI), Giovanni Postorino (Fed. Giovani Repubblicani), Claudia Baldari (Giovani Socialisti del Nuovo Psi di Caldoro), Luca Bolognini (Coalizione generazionale), Marcello Lala (Riformismo Oggi).
Parlamentari e altri aderenti - Italo Bocchino (dep. AN), Francesco Brusco (dep. FI), Battista Caligiuri (dep. FI), Fabrizio Cicchitto (dep. FI), Gianfranco Conte (dep. FI), Guido Crosetto (dep. FI), Benedetto Della Vedova (dep. FI), Giovanni Dell'Elce (dep. FI), Marcello Dell'Utri (sen. FI), Antonio Del Pennino (sen. PRI), Elisabetta Gardini (dep. FI), Maurizio Gasparri (dep. AN), Gaspare Giudice (dep. FI), Gianfranco Ugo Maria Grimaldi (dep. FI), Giorgio Jannone (dep. FI), Giorgio Lainati (dep. FI), Donato Lamorte (dep. AN), Bruno Murgia (deputato An), Enrico Nan (dep. FI), Osvaldo Napoli (dep. FI), Giuseppe Palumbo (dep. FI), Marco Pannella (eurodep. ALDE), Nino Paravia (sen. AN), Mario Pepe (dep. FI), Stefania Prestigiacomo (dep. FI), Piero Testoni (dep. FI), Mario Valducci (dep. FI), (Giuliano Cazzola, Alberto Mingardi (Istituto Bruno Leoni), Paolo Messa (Formiche), Angelo Mellone (Fare Futuro), Giulio Di Donato (Riformismo Oggi), Maria Giovanna Maglie (editorialista), Giordano Bruno Guerri.
Nasce Decidere.tv - www.decidere.tv accende le telecamere per la prima volta il 22 settembre per seguire in diretta a Roma la manifestazione organizzata da Daniele Capezzone “Marcia per la tua pensione. Nuove generazioni tagliate fuori?”. Decidere.tv è un progetto di video discussione altamente “democratico” ideato da Daniele Capezzone e Bruno Pellegrini, e realizzato da TheBlogTv, la prima televisione “user generated content” che raggruppa i migliori vloggers nel panorama europeo.Si tratta di una piattaforma di confronto dal basso dove ognuno si potrà esprimere liberamente senza nessun filtro o censure seguendo lo spirito e i principi dello UGC e della partecipazione politica diretta. Decidere.tv si affianca a decidere.net e a decidere-radio aggiungendo la specificità dei video e permettendo così di offrire agli utenti un reale polo multimediale.
Per poter far parte della video community gli utenti dovranno registrarsi sul sito e caricare i propri video in base all’argomento di maggior interesse, ogni settimana Daniele Capezzone lancerà un tema principale scelto all’interno di sei aree:
1) L’Italia ad alta velocità: rubriche di economia e politica
2) La “Società della Scelta” per scuola, sanità e università
3) Hyde Park Video Corner: sfogatoio telematico
4) Overland: sguardi sul mondo
5) Terzo tempo: rubrica di sport
6) Sotto i riflettori: rubrica di cinema, musica e spettacolo
Oltre allo scambio di opinioni e al confronto tra gli utenti, una volta a settimana ci sarà un incontro-dibattito in diretta dove Daniele Capezzone risponderà a tutti i video messaggi lasciati durante la settimana e colloquierà in diretta con la community.
Decidere Radio Ogni giorno un nuovo programma, un palinsesto tanto di approfondimento quanto musicale. Un modo per leggere le notizie della giornata accompagnati dalle voci di Decidere.net. La rassegna stampa di Decidere.net, già dalle 9,00 dal lunedi al venerdi con Pietro Paganini, Vittorio Pezzuto, Luca Martinelli, Giuliano Gennaio e Federico Punzi. Gli speciali musicali di Salvatore Ferraro ogni martedi e giovedi. Contro(e)vento, l'editoriale di Andrea Giuliano, ogni mercoledi alle 11.30. La rassegna stampa di Marco Taradash in UndiciMinuti alle 11.00. E poi ancora Governo Ombra, con Enrico Gagliardi e Alessandro Marchetti, le interviste di DecidereRadio, ogni giorno alle 14, e gli appuntamenti di Decidere.net in onda solo su www.decidere.net
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Argomenti: beppe grillo, daniele capezzone, decidere.net, p-day, pensioni, v-day
mercoledì 19 settembre 2007
XX Settembre: tanto per non scordare
Nel 1870, alcune settimane dopo la caduta di Napoleone III (battaglia di Sedan), l'esercito italiano guidato da Raffaele Cadorna entrò in Roma con i suoi bersaglieri attraverso la celebre Breccia di Porta Pia e si procedette all'annessione del millenario Stato della Chiesa al Regno d'Italia. Nel 1871 venne poi approvata la Legge delle Guarentigie, la quale - come dice il suo nome - fissava precise garanzie per il Papa e per la Santa Sede.
Il Papa, all'epoca Pio IX, secondo la suddetta legge, diventava suddito dello Stato Italiano, ma avrebbe continuato a godere di una serie di privilegi rispetto agli altri cittadini. Il Papa non volle mai tuttavia accettare una legge unilaterale (fu compilata infatti su iniziativa del solo Stato Italiano) e, a suo parere, eversiva. Per questo motivo, utilizzò un'espressione ricavata dagli atti degli apostoli, la celebre "non possumus" (non possiamo).
Dal 1871, sia Pio IX sia i suoi successori non uscirono dai Palazzi Vaticani, inscenando una protesta - detta appunto la Quaestio romana - che perdurò quasi 60 anni, fino ai Patti Lateranensi del 1929, precursori dei successivi concordati.
Pio IX nel 1874 e Leone XIII ingiunsero inoltre agli italiani cattolici di non recarsi alle urne e poi con il famoso "non expedit" cercarono di impedire ai cattolici italiani (per più di trent'anni) di partecipare attivamente alla vita politica del Paese.
Le recenti prese di posizione della Chiesa Cattolica e le forme di pressione esercitate sui politici e sugli elettori cattolici su temi quali aborto, eutanasia, accanimento terapeutico dimostrano che gli ultimi 130 anni non hanno cambiato di una virgola l'atteggiamento della Chiesa.
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Argomenti: breccia di porta pia, chiesa cattolica, concordato, laicità, XX settembre
giovedì 13 settembre 2007
I MOSTRI
Solo poche sere fa hanno ritrasmesso il fantastico film a episodi di Dino Risi: I Mostri. Uno degli episodi interpretato dal grande Tognazzi descrive magistralmente l’atavica abitudine dell’italiano a farsi beffe delle regole a discapito del prossimo, insegnando al figlioletto a mangiare 3 paste al bar dichiarandone solo una, fingendo un malore e mettendo fuori dal finestrino un fazzoletto bianco per evitare le code e via di questo passo. Il film è davvero molto divertente, ma ti lascia l’amaro in bocca, perché dipinge in modo perfetto un’Italia meschina, egoista, perennemente alla ricerca di scorciatoie che possano permettere di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo.Purtroppo, come si vede, dal 1963, anno di uscita del film, le cose non sono cambiate affatto.
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Argomenti: concorsi truccati, dino risi, furbismo, i mostri, test di ingresso università, tognazzi
ALI-TAGLIA
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sabato 8 settembre 2007
Il rugby secondo Baricco
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Di Alessandro Baricco
Se penso al rugby, penso a quando si era ragazzetti e si guardava la Domenica sportiva, ultima serale propaggine di felicita' prima della mannaia del lunedi' mattina. Tu stavi li', davanti al televisore, e per un'oretta buona te la cavavi ancora. Poi, inesorabilmente, si arrivava al fondo del barile e comparivano sullo schermo i risultati del rugby: li' capivi che era finita. Li' iniziava tutta la miseria del lunedi' e non c'era piu' niente da fare. Erano risultati strani, anche comici (50-12, cose cosi'), ma non c'era niente da ridere: avevano un retrogusto di tristezza da morirci su.
In Italia e' cosi'. Il rugby e' uno sport caro a pochi, e incomprensibile ai piu'. Quando incontravi uno e ti diceva 'Io gioco a Rugby', pensavi sempre che ci fosse qualche dramma dietro, che so, il padre che faceva lo stopper ed era morto per una pallonata in testa: non ti viene da pensare che uno si scelga quello sport solo perche' gli piace. Con quei campi tutti spelacchiati e fangosi. Con quel pallone ubriaco che prende per il culo tutti. E certe facce, in campo, da aver paura. Fai fatica a capire.
Tutto diventa improvvisamente chiarissimo quando lasci perdere l'Italia e finisci in uno di quei sei, sette Paesi in cui il rugby e' una passionaccia fottuta, e' uno sport bellissimo, perche' lo giocano da dio.
La Francia, ad esempio. Parigi: magari proprio il giorno in cui ci arrivano, direttamente dall'altra parte del mondo, i piu' bravi del mondo: divisa tutta nera, maglietta della salute compresa: vengono dalla Nuova Zelanda, ma per tutti sono: gli All Blacks.
Quel che e' successo e' che gli All Blacks se ne sono arrivati in Francia a fare qualche amichevole, cioe' a impartire qualche lezione. I francesi hanno messo su una doppia sfida: prima gara a Tolone, seconda a Parigi. Nulla in palio, ma non significa niente. E' gente orgogliosa, questa: non ti massacri su un campo da rugby per passare il tempo. O vinci o ti incazzi e basta. La cosa si e' vieppiu' complicata perche' nella prima sfida gli All Blacks se ne sono scesi in campo dimenticando che razza di mastini sono i francesi e a furia di far accademia se ne sono usciti dal campo con un bel 22-15 sulla groppa, cosa che si e' tradotta, dall'altra parte del mondo, sui giornali neozelandesi, in un lapidario commento: vergogna. I francesi, dalla loro, si sono fatti un bel bagno di gloria, trasudando orgoglio patrio da tutte le pagine dei giornali. Un'ubriacatura niente male. Cosi', quando sabato scorso, al Parco dei Principi, sono scesi in campo per la rivincita, non c'era un posto vuoto, nello stadio: e sul campo, quindici Blacks veramente incazzati, e quindici francesi che avevano smesso da una settimana di avere paura. Vero rugby, ho pensato: e sono andato a vedere.
Che i veri eletti, per quello sport, siano i neozelandesi lo capisci anche solo a vederli. Eleganti, facce d'angelo (non proprio tutti ma quasi), andatura da animali da preda. Violenza e velocita': nati per quello. Il loro simbolo ha la maglia numero 11 ed e' ormai un mito planetario: Jonah Lomu. Vent'anni, pelle d'ebano: 196 centimetri d'altezza e 112 chili di peso che corrono come uno sprinter. Finche' e' fermo puoi ancora farci qualcosa. Ma se parte dopo tre passi e' gia' una palla di cannone che brucia l'erba e fa male solo a guardarla. Con l'aggravante che una palla di cannone non ragiona e non e' agile: lui si'. Scannerizza il campo, inquadra gli avversari, si tramuta in palla da flipper, se li beve come birilli e non si ferma fino a quando non e' arrivato in meta. Jonah Lomu: l'unica cosa umana che si avvicini a Obelix. Olomix.
I francesi, loro, sono piu' umani. Nel senso che non sembrano degli dei scesi in terra, ma uomini che giocano a rugby. Facce da attaccabrighe pazzeschi: quelli che stanno al bar e quando tu entri dopo un po' ti si avvicinano e ti chiedono qualcosa, e tu capisci subito che sei fottuto, qualsiasi risposta tu possa inventare sara' un insulto, e via con la rissa. Quelli li'. Gente magari non elegantissima, ma tosta. Ce n'e' uno che si chiama Olivier Merle, e' nato a Montferrand, alto 2 metri, 125 chili, naso da pugile, occhi da contadino furbo: a furia di sudargli dietro, gli dei neozelandesi gli hanno affibbiato, supremo onore, il soprannome di "l'uomo e mezzo". Quello che fa il pilastro centrale del pacchetto di mischia e' una bestia micidiale che si chiama Califano (niente a che vedere col Califfo, naturalmente). Mascella piu' larga del cranio, collo da Tyson, 107 chili di pietra: ha un soprannome bellissimo: Massif Central. Lo vedi in azione, e suona perfetto. Insomma, gente tosta. Chiusi in uno stadio, con 50 mila francesi a ululare di rabbia, capisci che possono combinare di tutto. Tutta da giocare, pensi quando l'arbitro da' il fischio d'inizio.
Gli antipasti sanno di Francia. Gli All Blacks piazzano un calcio da 3 punti ma al quinto minuto i francesi si aprono a ventaglio e mandano in meta il loro capitano, uno con un nome da chiesa: Sant'Andre'. Francia in vantaggio, stadio fuori di testa. In campo, una danza violenta che, ballata cosi', e' una meraviglia. Il rugby e' un gioco primario: portare una palla nel cuore del territorio nemico. Ma e' fondato su un principio assurdo, e meravigliosamente perverso: la palla la puoi passare solo all'indietro. Ne viene fuori un movimento paradossale, un continuo fare e disfare, con quella palla che vola continuamente all'indietro ma come una mosca chiusa in un treno in corsa: a furia di volare all'indietro arriva comunque alla stazione finale: un assurdo spettacolare. E poi: il rugby e' uno sport che respira. Te ne accorgi dopo un po', te lo fa capire il ritmico boato della folla, che va e viene come un'onda sulla spiaggia. Parte uno col suo pallone ovale sotto l'ascella e va a sbattere contro un muro umano. Groviglio laocoontico. La palla non la vedi neanche piu', sembra una rissa da paese e basta. Pubblico in silenzio. Indecifrabili i movimenti in campo. Il rugby inspira. Poi, da quel mucchio selvaggio, risbuca inopinatamente il pallone, per diventare istantaneamente saponetta volante: come in un raptus collettivo tutto diventa velocissimo, la mosca vola indietro ma avanti, il gioco si spalanca, il campo si apre, la gente strilla: il rugby espira. Altra mischia: inspirare. Altra saponetta che vola via: espirare. E cosi' via. Gli sport sono come la musica da ballo: hanno sempre un loro ritmo, sotterraneo, che e' la loro anima. Il rugby, ha un'anima bellissima.
A furia di inspirare ed espirare, gli All Blacks si sono intanto masticati un bel fettone di partita: 20-5 dopo trentacinque minuti. I francesi tengono duro, ma e' una slavina continua quella che gli rotola addosso. I neozelandesi lavorano di clava e di coltello: guadagnano 3 metri qui, con la forza, e 20 la', con la velocita'. Massif Central perde colpi. L'uomo e mezzo morde ovunque ma non basta. Si smaglia, a poco a poco, la Francia, come il gomito di un golf. Rimane inchiodata a quei 5 punti mentre la Nuova Zelanda decolla a 30. Se c'era ancora un barlume di speranza si spegne al settantesimo minuto, quando arriva il numero che tutti, prima o poi, si aspettavano. Gli All Blacks provano a sfondare a destra, tornano indietro, ci riprovano a sinistra, niente da fare, la palla sparisce in un groviglio di gambe braccia teste, silenzio totale, sbuca la saponetta e vola tra due mani che non sono mani qualunque: Lomu. Lui. E' in posizione centrale, a una trentina di metri dalla linea di meta. Potrebbe aprire il gioco a sinistra, potrebbe aprirlo a destra. I francesi lo guardano negli occhi per capire. Quando capiscono e' troppo tardi. Ne' a destra ne' a sinistra, ma dritto in centro, senza passare la palla a nessuno, dritto fino alla fine. Ci provano in cinque a fermarlo, uno dopo l'altro, in quei 30 metri, buttandogli addosso i loro quasi 3 quintali di francesi che non ci stanno. Olomix evita i primi due come un ballerino, svelle il terzo, azzera con una manata il quarto e l'ultimo se lo porta, aggrappato addosso, fin oltre la linea di meta. 37-5: volevano una lezione, l'hanno avuta.
Gli ultimi minuti sono sport d'altri tempi. Il punteggio (37-12) e' una cosa tipo un 4-1 calcistico. Chiunque altro lascerebbe perdere. E invece si scatena un'ultima feroce battaglia. I francesi non mollano e schiacciano gli All Blacks fino a due metri dalla linea di meta. Un niente. Due stupidi metri. Non costerebbe nulla agli dei neozelandesi concedere un orgasmo gratuito a milioni di francesi mollando quei due stupidi metri. Ma gli dei sono permalosi. E la storia di Tolone, mica l'hanno digerita. E allora non mollano di un centimetro, sembrano una diga mobile che sa sempre da dove arrivera' l'acqua. I francesi gli buttano addosso tutta la forza che e' loro rimasta. Due stupidissimi metri. Non e' piu' rugby che respira, e' rugby in apnea. Due metri. I francesi usciranno dal campo senza essere riusciti a farseli. Il giorno dopo, bellissimo titolo, a quattro colonne, sul giornale: "Sole nero sul Parc des Princes".
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Argomenti: alessandro baricco, all blacks, mondiale di rugby, Rugby
giovedì 6 settembre 2007
Addio Luciano
Vesti la giubba,
la faccia infarina,
la gente paga e rider vuole qua
e se Arlecchin
s'invola Colombina,
ridi pagliaccio
e ognun t'applauudirà.
Tramuta in lazzi lo spasmo e il pianto,
in una smorfia il singhiozzo e il dolor,
ridi pagliaccio
sul tuo amor infranto,
ridi per quel che t'avvelena il cor!
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Argomenti: luciano pavarotti
lunedì 3 settembre 2007
Persone illuminate
Uno dei più bei discorsi che mi sia mai capitato di ascoltare....e vale più di una laurea!
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Argomenti: Apple, Stanford commencement speech, Steve Jobs




