lunedì 29 ottobre 2007

Decidere va dillà?

Recenti indiscrezioni di stampa e alcuni blogs informati danno per certo il "passaggio" di Daniele Capezzone e del suo neonato Decidere.net dal centro sinistra dei "buoni a niente" al centro destra dei "capaci di tutto" (i virgolettati sono di Marco Pannella). Sospendiamo il giudizio in attesa di sapere a che "prezzo" è avvenuto il trasferimento, ma temiamo che faccia la fine dei salmoni di Della Vedova: un seggio, magari un incarico, ma nessuna garanzia sui programmi.

Nel frattempo, diqquà, Veltroni, forse, non si schiera a favore del sistema tedesco né di nessun altro modello, ma dichiara di voler “ricercare il punto di convergenza più ampio sia tra noi ma anche tra tutte le forze politiche”.

Di questo passo, forse, tra una cinquantina d’anni avremo una legge elettorale che ci garantisce un minimo di governabilità e potremo provare a superare il prodotto interno lordo delle isole Tonga.

Il problema che mi assilla è che dai primi anni novanta - periodo in cui davvero l’italia poteva affrancarsi dall’immobilismo ideologista in cui la guerra fredda prima e gli anni 70-80 poi l’avevano relegata - quello che poteva succedere in chiave di innovazione ed ammodernamento del paese non è mai successo (più per colpa di Berlusconi che del centrosinistra, direi).

E così ci ritroviamo a distanza di quindici anni a parlare di riforme istituzionali e di sistemi elettorali. Ciò che mi preoccupa di più - è che non sembra indignare e preoccupare più che 4 gatti in Italia - è che mentre qui discutiamo buttando nel cesso decenni di opportunità di progresso economico e sociale, uno come Sarkozy è in grado di fare in un mese (nel bene e nel male, poco importa) quello che noi qui non riusciremmo a fare neppure in dieci anni, né da destra né da sinistra.

venerdì 26 ottobre 2007

Le foto della vergogna

Purtroppo, mentre l’inviato dell’ONU va e viene, mentre Aung San Suu Kyi viene prelevata e fatta vedere alle telecamere di tutto il mondo per tenere buona l’opinione pubblica mondiale, la carneficina va avanti indisturbata.

martedì 16 ottobre 2007

Una cosa che dovremmo imparare dai Cinesi

Lo scarso seguito delle iniziative tese a boicottare le prossime Olimpiadi e le timidissime reazioni dell'ONU e dei principali paesi occidentali, nonché le quasi inesistenti pressioni esercitate sul governo cinese in relazione alle crisi del Darfur e della Birmania dimostrano che una cosa, una sola cosa e forse anche solo quella, la dovremmo imparare dai cinesi, che quando vogliono far capire al mondo come la pensano su determinate questioni, non si fanno grandi scrupoli e non la mandano a dire neppure agli Americani.

A scanso di equivoci...si parla di metodo. Nel merito, ovviamente sono felice che gli Stati Uniti abbiano dimostrato fermezza nel procedere senza indugi al riconoscimento al Dalai Lama.

martedì 9 ottobre 2007

Si al burqa del prefetto di Treviso

L'ultimo insulto alla legalità e allo stato di diritto viene dal prefetto di Treviso, Vittorio Capocelli, che ha ritenuto di dover ingnorare la legge 152/75 , che non consente di andare in giro a volto coperto. L'ennesimo esempio di un relativismo culturale che produce soltanto ambiguità e favori al fondamentalismo religioso, invece di mettere in primo piano il rispetto delle regole per tutti, belli e brutti. E quello che più sorprende, Rosi Bindi è d'accordo.