
La mattina del 17 maggio 1972 veniva ucciso a Milano il commissario Luigi Calabresi. La sua morte fu preceduta da anni di minacce, intimidazioni e processi sommari a mezzo stampa circa il suo coinvolgimento nella morte dell'anarchico Luigi Pinelli, avvenuta il 15 dicembre del 1969 nella questura milanese.
Il giornale Lotta Continua fu alla testa del movimento d'opinione che preparò le condizioni per l'assassinio di Calabresi, ma anche il settimanale l'Espresso pubblicò un'ignobile manifesto di accusa, con il quale Calabresi veniva descritto come un torturatore ed un assassino. I firmatari di quel famoso manifesto furono quasi 800 e tra di loro spiccano i principali intellettuali di allora e di oggi. Alcuni di loro hanno fatto pubblica ammenda e si sono scusati direttamente con la famiglia Calabresi, molti altri, purtroppo, no. Tra i firmatari (fonte Wikipedia):
Enzo Enriques Agnoletti, Giorgio Amendola, Franco Antonicelli, Giulio Carlo Argan, Gae Aulenti, Andrea Barbato, Franco Basaglia, Marco Bellocchio, Giorgio Benvenuto, Bernardo Bertolucci, Alberto Bevilacqua, Norberto Bobbio, Giorgio Bocca, Giampiero Borella, Mauro Calamandrei, Pierre Carniti, Andrea Cascella, Liliana Cavani, Camilla Cederna, Lucio Colletti, Furio Colombo, Luigi Comencini, Gillo Dorfles, Umberto Eco, Giulio Einaudi, * Federico Fellini, Inge Feltrinelli, Franco Fortini, Giovanni Giudici, Vittorio Gorresio, Ugo Gregoretti, Renato Guttuso, Margherita Hack, Vito Laterza, Carlo Levi, Primo Levi, Nanni Loy, Dacia Maraini, Carlo Mazzarella, Paolo Mieli, Giuliano Montaldo, Morando Morandini, Alberto Moravia, Toni Negri, Grazia Neri, Luigi Nono, Gian Carlo Pajetta, Pier Paolo Pasolini, Paola Pitagora, Fernanda Pivano, Giò Pomodoro, Gillo Pontecorvo, Paolo Portoghesi, Domenico Porzio, Folco Quilici, Giovanni Raboni, Carlo Ripa di Meana, Vittorio Ripa di Meana, Angelo Ripellino, Carlo Rognoni, Lalla Romano, Carlo Rossella, Salvatore Samperi, Natalino Sapegno, Sergio Saviane, Eugenio Scalfari, Enzo Siciliano, Mario Soldati, Paolo Spriano, Vittorio Taviani, Carlo Taviani, Paolo Taviani, Massimo Teodori, Umberto Terracini, Tiziano Terzani, Duccio Tessari, Ernesto Treccani, Giuseppe Turani, Emilio Vedova, Lucio Villari, Livio Zanetti, Cesare Zavattini, Bruno Zevi.
Luigi Calabresi fu ritenuto totalmente estraneo alla morte di Luigi Pinelli circa tre anni e mezzo dopo la sua morte, da un tribunale presieduto dal giudice Gerardo d'Ambrosio. Questo post è dedicato a lui e a tutte le vittime innocenti di quegli anni di follia collettiva.