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martedì 24 febbraio 2009

Lo scissionista


RUTELLI, PROVE GENERALI DI TRAGHETTAMENTO

Ci siamo. Mentre la scissione vera, quella già in corso da mesi tra il Partito Democratico e la sua base elettorale finisce di consumarsi e raggiungerà il suo apice in concomitanza con le prossime elezioni europee, Francesco Rutelli fa le prove generali di traghettamento al centro dell’ala ex-Dielle. L’occasione è quella ghiotta del disegno di legge sul testamento biologico in discussione alla commissione sanità, sulla quale Rutelli presenta un emendamento che prevede il divieto di stop all’alimentazione forzata “salvo eccezioni”. Un vero e proprio calcio ben assestato nel didietro alla capogruppo Finocchiaro, che aveva presentato un emendamento di tenore opposto e sul quale la Teodem Dorina Bianchi aveva già negato il proprio sostegno. In tutto questo, il neo-segretario Dario Franceschini si trova nell’imbarazzo di chi – per dividere i contendenti – si becca uno schiaffone: prima sembra voler convocare un vertice, poi ci ripensa. Come dire… siamo passati dai “ma anche” agli “anzi no.”


mercoledì 16 luglio 2008

E' tornato il telepredicatore

E figuriamoci se Adriano Celentano poteva lasciarsi scappare un'occasione come quella di Eluana Englaro per dispensare il proprio verbo alle masse dalle colonne del corriere.

Tra le chicche, che vorrebbero convincere il padre di Eluana a NON interrompere la somministrazione di cibo ed acqua alla figlia:

"Forse nei luoghi dove si trova ora non soffre e magari già intravede le meraviglie del cielo?... E se, contrariamente all'apparenza, si trovasse invece in uno stato di grande serenità, in attesa del trionfale ingresso nella vita celeste?"

Ora, i casi sono due, sig. Celentano. O lei è un sadico, che vuole impedire alla Eluana di varcare finalmente i confini del paradiso celeste, oppure qualcuno dovrebbe spiegarle i meccanismi della logica.

Nel secondo caso, fatelo voi, io non ce la posso fare.

martedì 24 luglio 2007

E' morto Giovanni Nuvoli

Ieri sera, proprio nel giorno in cui la magistratura italiana dava finalmente una prova magnifica di rispetto della costituzione, prosciogliendo l'anestesista che aveva sedato Piero Welby prima di staccargli il respiratore, Giovanni Nuvoli si è spento nella sua casa di Alghero, dopo giorni interminabili di agonia. Solo perché un'altra pezzo di magistratura e di Stato non ne ha voluto sapere di avere un altro caso Welby con cui fare i conti.

di Marco Cappato

Giovanni Nuvoli è morto sotto sedazione dopo otto giorni di sospensione di cibo e acqua, due dei quali passati pienamente vigile e capace di intendere e di volere. Aveva accanto la moglie Maddalena costretta a vegliare il corpo già inerte del marito in attesa che si prosciugasse e morisse nella clandestinità a lei e a noi imposta.

Giovanni Nuvoli è morto in un modo indegno - come nemmeno un animale si tollererebbe morisse – per scelta obbligata dallo Stato italiano. Quando il medico anestesista radicale dell’Associazione Luca Coscioni, Tommaso Ciacca, su richiesta reiterata di Nuvoli, e dopo diverse visite di specialisti, si è recato a casa di Giovanni per praticare il distacco del respiratore sotto sedazione è stato fermato dalle forze dell’ordine su decisione della Procura e del Tribunale di Sassari.

L’Italia dei fautori della “buona tortura” contro la “buona morte” ha applaudito dal giornale della Conferenza Episcopale Italiana fino alla stampa locale sarda.

Una settimana dopo aver fermato Ciacca, quegli stessi “tutori della legge” si sono dovuti arrendere al coraggio e alla forza di un uomo che aveva già sofferto oltre quanto umanamente sopportabile e che perciò ha deciso di interrompere – fino alle estreme conseguenze - l’assunzione di cibo e di acqua. Invece di inchinarsi alla libera scelta di Nuvoli, come chiedono la Costituzione e il rispetto umano, consentendo al suo medico di intervenire con tutte le cautele e la “pietà” della scienza, lo Stato ha deciso che fosse meglio (eticamente? legalmente?) lasciarlo morire un po’ alla volta.

Tutti d’accordo: “giustizia” (quale?), forze dell’ordine (quali?), Sanità (quale?) e, sicuramente, parte del sistema dell’informazione (che aveva definito lo stesso Ciacca il “dottor morte”).

Seguendo la volontà di Nuvoli abbiamo in questi giorni accettato anche noi, come la moglie e chi lo amava, la consegna del silenzio. Abbiamo obbedito a Giovanni che ha accettato alcuni giorni di aggravamento clandestino della sua tortura come prezzo da pagare per non andare incontro a mesi, o anni, di ulteriore violenza e sequestro del proprio corpo. Ora Giovanni riposa in pace. Ma questo “prezzo” di infame violenza è responsabilità dello Stato italiano, delle azioni e omissioni di molti di questi giorni e mesi.

La lunga vicenda giudiziaria del caso Welby (poi invece conclusasi il 23 luglio col proscioglimento del dott. Mario Riccio perché il fatto non costituisce reato), è stata determinante per creare sufficiente paura e diserzione dagli obblighi professionali nei confronti di Giovanni Nuvoli: notai che non gli hanno riconosciuto la volontà o medici che hanno abbandonato il collegio costituito attorno al loro collega Ciacca. Grazie a Piergiorgio e Giovanni siamo oggi ancora più convinti di dover continuare la nostra lotta per impedire che troppi altri debbano subire torture e trattamenti disumani.