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lunedì 4 maggio 2009

Clockwork Testament

Anche se non se n'è accorto nessuno, siamo in campagna elettorale. Ecco il mio modesto contributo a colmare il vuoto d'informazione.

martedì 10 febbraio 2009

In netto ritardo...

...e sorpassato dagli eventi. Ma ciò che ho scritto domenica per Libmagazine resta valido, almeno fino a che non riusciremo a portare in piazza un milione di persone a favore della laicità. Clicca sulla foto per vedere il resto.

Smirne (Turchia) manifestazione a favore della laicità

sabato 20 settembre 2008

Oggi è il 20 Settembre

Nel 1870, alcune settimane dopo la caduta di Napoleone III (battaglia di Sedan), l'esercito italiano guidato da Raffaele Cadorna entrò in Roma con i suoi bersaglieri attraverso la celebre Breccia di Porta Pia e si procedette all'annessione del millenario Stato della Chiesa al Regno d'Italia. Nel 1871 venne poi approvata la Legge delle Guarentigie, la quale - come dice il suo nome - fissava precise garanzie per il Papa e per la Santa Sede.

Il Papa, all'epoca Pio IX, secondo la suddetta legge, diventava suddito dello Stato Italiano, ma avrebbe continuato a godere di una serie di privilegi rispetto agli altri cittadini. Il Papa non volle mai tuttavia accettare una legge unilaterale (fu compilata infatti su iniziativa del solo Stato Italiano) e, a suo parere, eversiva. Per questo motivo, utilizzò un'espressione ricavata dagli atti degli apostoli, la celebre "non possumus" (non possiamo).

Dal 1871, sia Pio IX sia i suoi successori non uscirono dai Palazzi Vaticani, inscenando una protesta - detta appunto la Quaestio romana - che perdurò quasi 60 anni, fino ai Patti Lateranensi del 1929, precursori dei successivi concordati.

Pio IX nel 1874 e Leone XIII ingiunsero inoltre agli italiani cattolici di non recarsi alle urne e poi con il famoso "non expedit" cercarono di impedire ai cattolici italiani (per più di trent'anni) di partecipare attivamente alla vita politica del Paese.

Le prese di posizione della Chiesa Cattolica e le forme di pressione esercitate sui politici e sugli elettori cattolici su temi quali aborto, eutanasia, accanimento terapeutico dimostrano che gli ultimi 130 anni non hanno cambiato di una virgola l'atteggiamento della Chiesa.

Ecco perchè è importante ricordare questa data.

giovedì 27 marzo 2008

Prova di laicità

Tempo di test...se ne trovano un po' dappertutto per siti e per blog. In uno di questi, il NicPic è risultato fuori scala in quanto a laicità, se mai qualcuno avesse avuto dei dubbi in merito.

Per quanto riguarda l'altra scala invece, quella "conservatori - progressisti" e sul collocamento di uno come Bertinotti rispetto a uno come Boselli, avrei delle cosette da dire a chi ha impostato il test...ché il salario minimo garantito per i precari o l'insostituibilità dei sindacati nella contrattazione non mi paiono proprio idee da progressisti.

Per non parlare poi del fatto che anche la comunità gay ha ormai ritirato il proprio avallo alla candidatura di Veltroni.


PS: grazie a Francesco Nardi per la segnalazione.

mercoledì 20 febbraio 2008

Virus laico


PS: due anni fa ci lasciava Luca


venerdì 15 febbraio 2008

Sindrome di Klinefelter al contrario

Se i testicoli piccoli di Ferrara producono lo strano effetto collaterale di gonfiare i vostri; se la presenza della Turco alle manifestazioni a sostegno della 194 in piena campagna elettorale, senza che abbia ancora provveduto ad emanare le linee guida per la legge 40, ve li gonfia ancora di più, qui sotto c'è l'antidoto.


Un'ora di presenza o di ascolto su Radioradicale.it può far miracoli (laicamente parlando eh!). Passaparola

martedì 12 febbraio 2008

La perfezione non è di questo mondo

Dopo le recenti esternazioni, che hanno portato la senatrice Binetti a dichiarare che sulla 194 avrebbe votato con Forza Italia, questa paladina dei diritti dell'embrione, in un'intervista di questa mattina, ha definito il Berlusconi della crociata antiabortista un laico informato e ha dichiarato di essere pienamente d'accordo con lui e con Ferrara sul tema della moratoria dell'aborto.

Sarebbe tutto perfetto, se non fosse che la Sig.ra Binetti è un autorevole esponente del Partito Democratico e sarà certamente eletta, mentre una come Emma Bonino rischia di stare fuori.

Meditate gente, meditate.

mercoledì 16 gennaio 2008

Il problema non è il Papa


In questo tragico "pastone" di opinioni indignate multipartisan, l'unica cosa che mi consola è il fatto che Repubblica abbia voluto collocarlo nella sezione "esteri".
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21:09 Gasparri: "Divulgare i nomi dei professori"

"E' stato ripugnante vedere nel telegiornale tossici e terroristi alla Sapienza per festeggiare la rinuncia del Papa" dice maurizio Gasparri (An). "E' gente da mandare in galera insieme ai professori che li hanno guidati. I loro nomi vanno divulgati affinchè l'Italia sappia chi è nemico della libertà e promotore dell'odio e del terrore".

20:37 D'Alema: "No a manifestazioni di intolleranza"

Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, condanna le manifestazioni di intolleranza che hanno indotto Papa Benedetto XVI a rinunciare alla sua programmata partecipazione all'apertura dell'Anno Accademico dell'Università La Sapienza. "Il clima di tensione - ha detto il vicepremier - è stato creato da atteggiamenti e prese di posizione estremistiche che non rappresentano affatto la grande maggioranza degli italiani e non fanno onore alla coscienza civile e democratica del paese che trova le sue espressioni più qualificanti proprio nel rispetto delle opinioni e nell'assoluta garanzia della libera manifestazione del pensiero".

20:34 Senato accademico: "Sprecata occasione di dialogo"

Il Senato accademico della Sapienza ha sospeso i lavori della riunione ordinaria in corso quando è arrivata la notizia dal Vaticano. Ecco la nota: "Il Senato accademico esprime grande rammarico per la perdita di una occasione di dialogo e riflessione culturale e civile che la comunità accademica aveva voluto percorrere secondo una tradizione consolidata di ascolto e rispetto. Le manifestazioni di intolleranza, limitate per altro ad una esigua minoranza, sono contrarie allo spirito di libertà e di ricerca - conclude la nota - che costituiscono la ragion d'essere dell'Università".

20:16 Prodi: "Inammissibile non possa parlare"

"E' inammissibile che il Papa non possa parlare all'università, che è la sede del dialogo e dell'apertura. Le circostanze che hanno portato a questo mi hanno molto rattristato" insiste il premier Prodi ai microfoni del Tg1

20:10 Fini: "Amareggiato e indignato"

Il leader di An si è detto "profondamente colpito, amareggiato e indignato per una vicenda che colpisce profondamente le coscienze di tutti gli italiani, laici o cattolici che siano". E ha denunciato un "clima anticlericale"

19:20 Prodi: "Non c'erano motivi di sicurezza"

"Non c'erano ragioni di sicurezza" che sconsigliassero la visita del papa alla Sapienza, "la sicurezza era garantita". Lo ha detto ai microfoni del Giornale radio il presidente del Consiglio, Romano Prodi, augurandosi che la visita del papa alla Sapienza "possa essere compiuta presto"

19:13 Prodi: "Rinnovo l'invito al Papa"

Prodi: "Rinnovo al Papa l'invito perchè possa mantenere il programma originario"

19:04 Berlusconi: "Segno di intolleranza"

Silvio Berlusconi ha detto: "La rinuncia a cui è stato costretto il Papa in nome di una presunta laicita' della conoscenza è il segno dell'intolleranza e di un certo fanatismo che nulla hanno di autenticamente laico"

19:01 Parisi: "Sono amareggiato"

"Amareggiato. Un giorno buio e triste per le tradizioni di libertà della nostra Università, la civiltà e le radici culturali del nostro Paese, quelle umanistiche prima ancora di quelle cristiane". Lo afferma il ministro della Difesa, Arturo Parisi

18:57 Berlusconi: "E' una ferita che umilia l'università e l'Italia"

Berlusconi: "E' una ferita che umilia l'università e l'Italia"

18:43 An: "In massa a San Pietro"

Maurizio Gasparri, dell'Ufficio politico di An, Ignazio La Russa, presidente dei deputati di An, e Andrea Ronchi, portavoce del partito, in una nota congiunta, rivolgono "un appello a tutti gli italiani, perchè domenica si rechino all'Angelus in Piazza San Pietro in massa"

18:26 Veltroni: "E' una sconfitta"

Il sindaco di Roma e leader del Pd Walter Veltroni, ha detto: "E' una sconfitta della cultura liberale e di quel principio fondamentale che è il confronto delle idee ed il rispetto delle istituzioni"

18:21 Mussi: "E' grave e sbagliato"

"E' grave e sbagliato" quanto successo all'università La Sapienza che ha portato il Papa a rinunciare a venire. Lo dice il ministro dell'università Fabio Mussi

18:10 Prodi: "Condanno chi ha provocato tensioni inaccettabili"

Prodi: "Condanno chi ha provocato tensioni inaccettabili. Esprimo Provo profondo rammarico per la decisione del Pontefice"

18:07 Il Rettore: "Rispetto la decisione ma sono rammaricato"

"Apprendo della decisione della Santa Sede e la rispetto, anche se con rammarico". Lo ha dichiarato in una nota il rettore de La Sapienza Renato Guarini

17:58 Mussi: "Sono sinceramente rammaricato"

Il ministro della Ricerca scientifica Fabio Mussi, invitato tra gli altri all'inaugurazione dell'anno accademico alla Sapienza, ha detto: "Sono sinceramente rammaricato. E' uno sbaglio aver creato le condizioni per cui il Papa abbia dovuto rinunciare alla sua visita all'Università La Sapienza. L'Università deve essere un luogo che accoglie e non respinge"

17:48 Fioroni: "Tappare la bocca non è una vittoria"

"Tappare la bocca, a chiunque, non è mai una vittoria per nessuno. Lo ha detto il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni

17:46 Cesa, UDC: "Vincono i violenti". La Loggia, FI: "Provo vergogna"

Lorenzo Cesa, segretario UDC, ha detto: "L'aver costretto il Santo Padre ad annullare la sua visita rappresenta la vittoria dell'intolleranza violenta". Enrico La Loggia, vicepresidente del Gruppo di Forza Italia alla Camera, ha aggiunto: "Provo vergogna per l'università italiana"

17:33 Casini: "C'è da aver paura per il nostro futuro"

Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini commenta la notizia dell'annullamento della visita di Benedetto XVI alla Sapienza: "Complimenti ai 67 firmatari del documento contro la visita del Papa all'Ateneo di Roma, che con la loro intolleranza hanno dimostrato lo stato di desolazione dell'Università italiana e la debolezza culturale dei reduci del '68. Se questi sono i maestri dei nostri figli, c'è da aver paura per il nostro futuro".

Botta e risposta

Botta
Carissimi radicali, non vi riconosciamo più. Ma è proprio la vostra bella e battagliera radio, quella che invita a scaricare dal sito dell`Associazione Coscioni i moduli per denunciare-querelare i farmacisti che si appellano all`obiezione di coscienza per non vendere la pillola del giorno dopo, nonché i medici ospedalieri che per lo stesso motivo si rifiutano di prescriverla? Ma come vi è saltato in mente? Denunce? E magari processi? E peccato che non sia possibile mandarli in galera? Tutto ciò invocato e promosso da voi? Proprio da voi che dell`obiezione di coscienza siete gli inventori?

Voi, libertari e liberali che combattete per la laicità, voi che non siete interessati all`unione dei laici ma all`unità laica", come diceva Franco Roccella e come non ha mai smesso di ripetere Marco Pannella? Voi che contemplate per statuto, vocazione e Dna la possibilità di dire dei no in nome della libertà di coscienza? Etriste ma è così. Nel vostro "manuale di autodifesa dal proibizionismo sulla salute", intitolato "Soccorso civile", tra un consiglio su come "ottenere l`eutanasia" e uno su come aggirare i divieti della legge 40, alla voce "pillola del giorno dopo" vediamo spuntare i moduli di cui sopra. Istruzioni per l`uso "affinché si proceda" - c`è scritto - nei confronti di medici e farmacisti obiettori. Nel loro caso, dite, non si tratta di obiezione ex lege 194, perché la pillola del giorno dopo non è abortiva (ma sul bugiardino della casa farmaceutica che la produce si dice che può impedire l`impianto dell`ovulo fecondato: finché è così, farmacisti e medici sono autorizzati a fare obiezione). Comunque. in ogni caso, vi pare il caso?

Il Foglio, 15 Gennaio 2008


Risposta (leggo, sottoscrivo e prontamente riverbero)
Non si finisce mai di imparare, dal Foglio. Noi Radicali – quelli che “non ci riconoscete più” – credevamo che la “grande moratoria” fosse quella votata all’Onu sulla pena di morte, e che l’aborto avessimo iniziato a sconfiggerlo trent’anni fa, contro l’aborto selvaggio benedetto dal Vaticano. Credevamo, egocentrici come siamo, che la censura fosse per esempio quella che ci annienta e ci toglie perfino il nome. Impariamo invece, dal Foglio e dai suoi firmatari laici veri, che la (grande?) censura sarebbe quella contro il Papa, invitato a parlare alla Sapienza su – ma guarda un po’ – la pena di morte! Già, poverino il Papa, che non lo lasciano mai parlare. Ieri, l’ultima lezione. Credevamo che l’obiezione di coscienza consistesse nel rifiuto palese di una legge, assumendosene tutte le responsabilità anche penali, non il boicottaggio strisciante di una legge, facendone pagare le conseguenze agli altri. Credevamo cioè che l’obiezione nonviolenta fosse quella che fece passare qualche annetto in carcere ai Radicali Olivier Dupuis e Roberto Cicciomessere contro la leva militare obbligatoria. Impariamo invece dalle vostre pagine che la (grande?) obiezione di coscienza la farebbe il farmacista del turno di notte sbattendo la porta in faccia a una coppia che ha rotto il preservativo. Dunque, secondo il Foglio, la coscienza del farmacista dovrebbe consentirgli di imporre a una donna il rischio di una gravidanza mai voluta, e magari di un aborto. Se volete, chiamatela pure “libertà di coscienza”. Ma non stupitevi se non ci riconoscete più, perché noi la chiamiamo “imposizione di coscienza”, illegale e violenta. Ecco perché l’associazione Luca Coscioni ha deciso di pubblicare sul sito le istruzioni per difendersi, eventualmente ricorrendo anche alla denuncia, che non è un atto di teppismo, ma lo strumento previsto dalla legge per veder rispettati i propri diritti. Non ci riconoscete più, mi dispiace. Se non vi foste ultimamente un po’ distratti dalla guerra di civiltà per dedicarvi alle guerre nel nome del feticcio dell’embrione, credo non fatichereste a riconoscere quanto devastante può diventare l’arma dell’”imposizione di coscienza” se consegnata nelle mani di fondamentalisti di ogni credo. Sarebbero così più forti per prescrivere, dalla Mecca come dal Vaticano, di interrompere pubblici servizi, negare assistenza sanitaria in base ai rispettivi dogmi sul corpo, sulla donna, sull’alcol, sulla libertà. E, naturalmente, pretendere di farlo impunemente, nel nome della tolleranza laica, della nuova, sana (grande?) laicità che ci si vuole ora insegnare. Oppure non vi siete distratti, e avete scelto, come già Giovanni Paolo II, che il (grande?) nemico, insieme all’illuminismo, è il liberalismo, che va battuto in tutti i modi. E con qualsiasi alleato.

Marco Cappato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni
Lettera al Foglio , 16 Gennaio 2008

mercoledì 2 gennaio 2008

Sparigli, Veltroni, sparigli!

Caro Sig. Veltroni,

le scrivo, ma ci tengo a dirle che lei non mi piace neanche un po'. E non nutro neanche alcuna speranza che quello che sto per dire in questo misero blogguccio possa essere ascoltato o ancor meno, che possa avere speranza di realizzarsi.

Ma tant'è, credo che ci siano momenti (di disperazione?) nella vita, in cui si debba smettere di far di conto per seguire l'impeto dei propri pensieri senza porsi più di tante domande, ché sennò che vita grigia sarebbe?

Leggo questa mattina che la senatrice Binetti minaccia di votare con Forza Italia sulla questione aborto, furbescamente sollevata dall'ateo devoto Ferrara sulla scia della moratoria universale per le esecuzioni capitali, prontamente ripresa dal Cardinale Ruini e altrettanto prontamente raccolta dal coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi. Lei mi dirà: stavolta che c'entro io, scriva alla Binetti, scriva a Bondi, scriva a Ruini. E invece scrivo a lei, come segretario del Piddì, il Partito che dovrebbe (fin'ora il condizionale è d'obbligo) rappresentare le mie idee e quelle di tutti quegli italiani che desiderano far fare a questo paese un passo avanti verso la modernità e fuori dalla polvere.

Sparigli Veltroni, sparigli! Dica alla Binetti che può accomodarsi accanto a Bondi e Ruini, perché quella è la sua collocazione, non dentro il suo partito. Tra i diritti delle coppie di fatto e delle madri e la "sensibilità" dei cattolici, si batta con convinzione sempre e soltanto per i primi. Se proprio deve baciare le mani ai porporati, almeno segua l'esempio di Alberto Sordi fino in fondo.



Sparigli, Veltroni, sparigli! Dica a gran voce a quel blocco male assortito di conservatori dello status quo, rappresentato da comunisti, sindacati, leghisti, forzitalioti e anche da molti dei suoi, che il tempo per Alitalia è scaduto da anni, che nessun paese al mondo accetterebbe - dopo vent'anni di dissesti finanziari e di amministrazione dissennata - di fare finta di privatizzare, cedendo l'azienda ad un gruppo imprenditoriale esposto agli influssi malefici di quello stesso potere politico che ne ha determinato il fallimento.

Sparigli Veltroni, sparigli! Faccia una scelta di campo netta e abbandoni quel suo modo di fare mellifluo, tutto infarcito di "volemose bbene" e di "ma anche". Scelga la via liberale, sui diritti civili, come in economia, combatta le corporazioni e i privilegi di pochi che ingessano questo paese, che ne soffocano la vitalità, che vanificano ogni tentativo di rimescolamento delle caste, ogni spinta alla mobilità sociale. Tra i tassisti e i cittadini romani e di ogni altra città, ci ripensi e scelga i cittadini, sempre.

Sparigli, Veltroni, sparigli! Invece che per i milioni di ore di cassa integrazione e le rottamazioni regalate a sindacati e grandi aziende, si batta per l'istituzione dei sussidi di disoccupazione a favore di tutti i lavoratori, in ogni settore, siano iscritti al sindacato oppure no.

Non lo faccia per me, che non conto niente, lo faccia anche solo per se stesso e per il bene di una carriera politica che sembrava voler accantonare, ma lo faccia. Si fidi Veltroni, sparigli! Faccia dello spirito liberale un catalizzatore e vedrà crescere i suoi consensi da bacini elettorali oggi inaspettati.


martedì 18 dicembre 2007

venerdì 30 novembre 2007

Aguzzate la vista 2

A una settimana di distanza dall'incontro tenutosi tra il Cavaliere e il segretario di stato vaticano Tarcisio Bertone, anche il neo segretario del PD (quello a destra) ieri è andato in visita negli uffici vaticani del potente cardinale. Io sono un noto laicista anticlericale, e la mia visione è certamente influenzata da preconcetti, ma questa cosa mi fa pensare che ci vorrà ancora qualche anno prima che un refolo di aria fresca passi attraverso la breccia di porta pia per ripulire le polverose stanze della politica italiana.

mercoledì 19 settembre 2007

XX Settembre: tanto per non scordare

Nel 1870, alcune settimane dopo la caduta di Napoleone III (battaglia di Sedan), l'esercito italiano guidato da Raffaele Cadorna entrò in Roma con i suoi bersaglieri attraverso la celebre Breccia di Porta Pia e si procedette all'annessione del millenario Stato della Chiesa al Regno d'Italia. Nel 1871 venne poi approvata la Legge delle Guarentigie, la quale - come dice il suo nome - fissava precise garanzie per il Papa e per la Santa Sede.

Il Papa, all'epoca Pio IX, secondo la suddetta legge, diventava suddito dello Stato Italiano, ma avrebbe continuato a godere di una serie di privilegi rispetto agli altri cittadini. Il Papa non volle mai tuttavia accettare una legge unilaterale (fu compilata infatti su iniziativa del solo Stato Italiano) e, a suo parere, eversiva. Per questo motivo, utilizzò un'espressione ricavata dagli atti degli apostoli, la celebre "non possumus" (non possiamo).

Dal 1871, sia Pio IX sia i suoi successori non uscirono dai Palazzi Vaticani, inscenando una protesta - detta appunto la Quaestio romana - che perdurò quasi 60 anni, fino ai Patti Lateranensi del 1929, precursori dei successivi concordati.

Pio IX nel 1874 e Leone XIII ingiunsero inoltre agli italiani cattolici di non recarsi alle urne e poi con il famoso "non expedit" cercarono di impedire ai cattolici italiani (per più di trent'anni) di partecipare attivamente alla vita politica del Paese.

Le recenti prese di posizione della Chiesa Cattolica e le forme di pressione esercitate sui politici e sugli elettori cattolici su temi quali aborto, eutanasia, accanimento terapeutico dimostrano che gli ultimi 130 anni non hanno cambiato di una virgola l'atteggiamento della Chiesa.

Ecco perchè è importante ricordare questa data.