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giovedì 3 marzo 2011

Scazzi su Facebook

Il bello del web 2.0 è che ci si può togliere qualche piccolo sassolino dalla scarpa, almeno fino a che non ti segano dalle loro "amicizie".

mercoledì 22 dicembre 2010

Dai nemici mi guardo io

Il mio amico Francesco, di tanto in tanto, risponde ai miei status su Facebook e imbastisce con me delle simpatiche tenzoni su questioni che riguardano i radicali.  A volte mi ci presto, a volte no. La differenza tra me e lui sta nel fatto che io non mi ci diverto affatto e se lo seguo in questi patetici duelli verbali è perché gli voglio bene.  Ma non è di questo che voglio parlare.

Ovviamente, quando Francesco riesce a trascinarmi in questi confronti, si parte quasi sempre da posizioni diverse: io che difendo i radicali, lui che li critica, perdonate la semplificazione. 

Dico quasi sempre, perché a volte è capitato, come sul tema della recente fiducia al governo, che io non fossi affatto d'accordo con la strategia del "dico non dico" portata avanti da Marco Pannella. 

Da mesi invece, ma posso sbagliarmi, non mi risulta sia mai capitato il contrario, e cioè che il mio amico Francesco facesse un post a favore o a sostegno o in condivisione con una idea, iniziativa, battaglia portata avanti dai radicali. Il che, devo dire, per come l'ho conosciuto e credo di conoscerlo, comincia a suonarmi davvero strano.

Pare siano state pubblicate le motivazioni della sentenza con cui il Tar della Lombardia ha rigettato il ricorso dei radicali sulla questione delle firme a sostegno della candidatura di Roberto Formigoni alle ultime elezioni regionali. Ce n'è di che dire con piena obiettività  e senza tema di essere in preda agli influssi di una pillola blu, che viviamo in un regime, e forse, se non i prossimi gradi di giudizio Italiani, almeno una corte Europea riconoscerà alla fine che i diritti degli elettori e le leggi italiane sono state violate.

Ma per quello che ho avuto modo di vedere, se questo dovesse accadere, dubito che neppure allora se ne troverà traccia alcuna nei post di Francesco.

giovedì 11 marzo 2010

Smentita contestuale

"se siamo in questa situazione è anche per colpa loro"
"perchè per colpa loro?"
"no, io non dico per colpa loro"


giovedì 28 maggio 2009

Parla con me

Chi mi conosce sa molto bene come la penso e cosa voterò alle prossime elezioni europee.
Bene, in un'epoca in cui la distanza tra i politici e la gente comune sembra incolmabile, c'è chi si comporta in modo del tutto diverso.

Avete Skype? No? C'è sempre MSN. Non avete MSN? Beh, c'è ancora gTalk. Non avete neppure gTalk? Eh insomma siete un po' indietro...ultima possibilità: Facebook.

Dalle 20.30 di questa sera Marco Cappato sarà a vostra disposizione per rispondere a qualsiasi domanda vogliate fargli sulla prossima tornata elettorale o sui programmi e sulle posizioni dei Radicali.

Cliccate qui per i dettagli dell'iniziativa.

venerdì 8 maggio 2009

Al cittadino non far sapere...le assenze del Deputato europeo

Volete sapere quante volte questo o quel Deputato europeo ha partecipato ai lavori di Commissione? Impossibile, almeno per ora.

Nel settembre 2008 chiedo all’Ufficio Registro del Parlamento europeo i dati sulle mie presenze durante tutta la legislatura. Mi pregano di rivolgermi direttamente all’Ufficio Cassa (che paga le indennità, sulla base delle presenze). Un cittadino naturalmente non ha accesso a questi dati, classificati come altamente riservati.

Dopo tre mesi ricevo in busta sigillata un certificato che attesta le mie presenze, ma solo alle sessioni plenarie. Il calcolo conteneva diversi errori e non registrava le riunioni di Commissione, dove si svolge il vero lavoro parlamentare (la plenaria è solo quattro giorni al mese). Inizia l'avventura.

A questo punto chiedo i dati di tutti quanti i Deputati, ricevendo prima l'invito a cercare nei verbali di ciascuna riunione pubblicati in internet (cioè un lavoro certosino di qualche centinaio di ore), poi un diniego formale da parte del Segretario Generale, motivato con il fatto che i dati da me richiesti sarebbero contenuti in un Database, e non in vero e proprio Documento (?) e che quindi non esiste alcun obbligo a Parlamento a fornire Database.

Nelle stesse settimane sono nominato Relatore del Parlamento europeo sull’accesso ai documenti, e posso chiedere il supporto dei colleghi. Dopo una nuova richiesta di accesso agli atti, la mia Relazione è approvata in Commissione: il PE si sarebbe preso l’impegno di "dover varare, prima delle elezioni di giugno, un piano d'azione speciale per assicurare sul proprio sito web una maggiore e più agevole disponibilità di informazioni su: attività, partecipazione e presenza dei deputati europei ai lavori parlamentari in termini assoluti, relativi e percentuali, rendendo tali dati disponibili ed accessibili ai cittadini anche mediante criteri di ricerca; attività del Parlamento in plenaria e in commissione; indennità e spese dei deputati, nonché tutte le dichiarazioni di interessi finanziari per tutti i deputati al PE.” Insomma, è la proposta di "anagrafe pubblica degli eletti" portata avanti da Radicali italiani per tutte le istituzioni.

Il 12 Gennaio 2009, l'ufficio di Presidenza del Parlamento Europeo reagisce al voto, decidendo che "le informazioni già disponibili separatamente relative alla presenza in plenaria e in commissione devono essere pubblicate in forma aggregata sul sito internet del Parlamento europeo, prima delle elezioni del 2009, in modo da rendere queste informazioni disponibili al pubblico più facilmente accessibili".
Il Giorno dopo, il Parlamento approva con 355 voti a favore e 195 contro (tra i quali quasi tutto il PdL) la mia Relazione. L’impegno è diventato ufficiale. Tutto risolto? Non proprio.

Mentre dal Segretariato non arrivano notizie, ad aprile presento prima la mia personale anagrafe pubblica, pubblicando, insieme agli altri deputati e dirigenti radicali, i dati relativi alla mia attività istituzionale e alla gestione del mio ufficio: http://www.radicali.it/ape/index.html
A fine aprile, dopo avere sollevato in aula due mozioni d'ordine al Presidente e due interrogazioni formali (mai ricevuto risposta) per avere informazioni sull’avanzamento dei lavori. Sulla stampa specializzata si comincia a parlare di “difficoltà tecniche” invocate dal Segretariato rispetto alla messa in rete dei dati. Organizzo una conferenza stampa alla quale invito partecipa un mio ex assistente, Flavien Deltort, che, negli ultimi sei mesi ha fatto da solo quel lavoro certosino di raccolta dei dati disponibili e li pubblica sul sito parlorama.eu.
Il sito è subito minacciato di denunce e costretto a chiudere dopo pochi giorni. Non tutti i dati sono su Internet, dicono molti, dunque il lavoro di Deltort è incompleto: servono i dati ufficiali! (proprio quello che chiedo io, e che abbiamo votato).
L’8 maggio, ultima data utile di riunione, i “capi” del Parlamento si rimangiano l’impegno preso dall’aula. L’Ufficio di Presidenza infatti decide di pubblicare i dati di partecipazione dei Deputati limitatamente ai lavori di Plenaria, Ufficio di Presidenza, Conferenza dei Presidenti, Questori. Ma non i lavori di Commissione, cioè di più della metà delle riunioni!!! Oltretutto, i Presidenti non forniscono una data precisa, pur ribadendo l'impegno a concludere il tutto prima delle elezioni (quando? un’ora prima, quando non ci sarà più il tempo di far conoscere i dati agli elettori?).

Il resto...alla prossima puntata. O alla prossima legislatura (se i radicali ne avranno la possibilità, NDR).

Marco Cappato, parlamentare europeo.

http://lnx.marcocappato.it



mercoledì 6 maggio 2009

Manifesti elettorali abusivi


Siamo un paese senza più legalità. O forse non ce l'abbiamo mai avuta, ma questo è un discorso che ci porterebbe troppo lontano da qui.

E qui, ora, voglio dare visibilità ad una piccola-grandebattaglia per la legalità democratica, una delle tante che si dovrebbero fare per restituirci un po' di speranza.

Se poi c'è qualcuno che ci tiene alle citazioni, eccone una che ci sta bene: «La speranza ha due bellissimi figli: l’indignazione e il coraggio. L’ indignazione per le cose che non vanno. Il coraggio per cercare di cambiarle» (Agostino d'Ippona)

Allora sotto, datevi da fare e linkate o riverberate questa lodevole iniziativa radicale segnalata dall'amico Metilparaben, tanto per ricordarci che siamo nel pieno di una campagna elettorale e non nel mezzo di una Soap Opera.



lunedì 15 dicembre 2008

Aguzzate la vista

Proposta: innalzamento dell'età pensionabile per le donne, con equiparazione agli uomini (Italia quasi unica al mondo insieme a Messico, Polonia e Svizzera).

A Favore: Brunetta, i radicali (attuali e passati) e pochi altri.
Contro: Finocchiaro, Santanché, Mussolini, Meloni, D'Alema, Epifani, La Russa, Calderoli...

Domanda: dove stanno i riformatori e dove i conservatori di questo paese? Così...tanto per riflettere

giovedì 6 marzo 2008

Un tram chiamato desiderio


I radicali hanno negoziato duramente per cercare di avere lo stesso trattamento riservato ad Antonio di Pietro. Gli è stato detto di no. Così come è stato opposto un veto preventivo alle candidature di Marco Pannella e Sergio d'Elia. Come contropartita hanno chiesto ed ottenuto la garanzia che avrebbero avuto nove eletti sicuri, un ministero per Emma Bonino, visibilità adeguata in campagna elettorale e una quota di rimborsi elettorali che altrimenti - non presentando liste proprie - non avrebbero ottenuto. Queste erano le condizioni poste dai radicali per un accordo. Tutto alla luce del sole, com'è d'abitudine dalle parti di Torre Argentina. Queste sono le condizioni che il Partito Democratico si era impegnato a rispettare.

Oggi, il Partito Democratico - nei fatti - viene meno ai propri accordi, collocando alcuni dei candidati radicali in posizioni che non ne garantiscono l'elezione certa, Valter Veltroni dice che una contesa elettorale non è un tram sul quale si possano prenotare dei posti, riscuotendo applausi ed approvazione da quelli che "il solito Pannella, ve l'avevamo detto", di quelli che "i radicali non sono come quelli di una volta, stavolta esagerano", quelli che "gli strumenti della lotta non violenta dovrebbero essere usati per questioni più nobili che non delle poltrone".


La verità è una sola: in Italia non frega un cazzo a nessuno del rispetto delle regole, della legalità, degli accordi presi.

E allora sù! Tutti sul tram, mi raccomando sorridete, dimostrate entusiasmo, non ci rovinate la festa con quelle facce da funerale e fatevi fottere per bene una buona volta!

sabato 1 marzo 2008

Io amo quest'uomo



Riporto qui la mia risposta ad un post di Inoz, in cui esprimeva tutta la sua incertezza, il suo tormento, per la decisione dei radicali di confluire nel Partito Democratico:

Ancora una volta Pannella è avanti a tutti. nel suo messaggio tra le lacrime c'è la risposta ai tuoi dubbi (pienamente comprensibili eh) : i nomi e le bandiere radicali sopravvivono nei cuori e nell'anima delle persone, e da oggi anche in organizzazioni e vite diverse da quelle radicali. Del resto, Pannella va dicendo da decenni che sarebbe bastato che una sola sezione del partito comunista si fosse iscritta in massa ai radicali, per far fuori lui e tutta la dirigenza radicale.

Le organizzazioni politiche dovrebbero essere crisalidi vuote senza il contenuto di valori e di lotte dei propri iscritti. Così è da sempre soltanto per i radicali. E questa volta lo hanno davvero dimostrato.

mercoledì 27 febbraio 2008

Gente seria il ciel...?

Mentre Famiglia Cristiana, l'Avvenire, Paola Binetti e compagnia cantante si agitano in maniera scomposta (rip's courtesy), c'è gente che - come suo stile da sempre - si occupa di politica e delle vere questioni urgenti in Italia.

lunedì 25 febbraio 2008

Brevi dissertazioni logiche

La senatrice Binetti ha definito i radicali delle metastasi all'interno del Partito Democratico. Non siamo ovviamente d'accordo, ma anche fosse, questa dovrebbe essere una ragione in più per sostenere la candidatura dell'oncologo Veronesi.

PS: su Ferrara e sul suo processo di conversione, ormai pressoché ultimato (dipenderà dall'esito delle elezioni), un chicca fulminante qui.


giovedì 21 febbraio 2008

Scelte radicali

I radicali hanno accettato loro malgrado la proposta di Veltroni dopo una notte di discussioni. Bene, e non solo per i radicali. Finalmente so dove mettere la crocetta: sulle chiappe della Binetti.


martedì 18 dicembre 2007

La pena di morte è in fin di vita

18 Dicembre 2007: la moratoria universale per la pena di morte è stata appena approvata all'Onu con larga maggioranza.


104 voti a favore
54 voti contrari
29 astenuti


Buon Natale.

lunedì 26 novembre 2007

Date a Giordano il numero di Mieli

Una cosa la si può dire: il Giornale e il Corriere non si chiamano per concordare gli articoli.

Dal Giornale di lunedi 26 Novembre
"Ma nemmeno della ministra Bonino o di Pannella, che sentii anni fa scalmanarsi dal palco per la causa del Tibet, si è sentito finora granché parlare.

Dal Corriere di lunedi 26 Novembre
"Pannella: è ora di dire basta ai toni ricattatori della Cina. I diritti umani devono contare più dei soldi"

martedì 13 novembre 2007

Quanto dura Massimo Bordin?

Ho letto con interesse l'intervista pubblicata sull'ultimo numero di LibMagazine a Massimo Bordin, direttore di Radio Radicale. Più che un'intervista a me suona come un testamento e se ho imparato a leggere le questioni interne ai radicali, è appena scattato un cronometro... tic... tac....tic... tac... tic... tac.

mercoledì 4 luglio 2007

Decidere di cambiare?

Staremo a vedere...sulla carta i 13 punti non fanno una piega, ma il problema è che già si sono visti più e più volte nella massa delle proposte radicali che si sono affastellate (o dovrei dire affossate) negli anni, non ultimo il tentativo di riforma condensato nei famosi 20 referendum che furono quasi integralmente falcidiati dalla Corte Costituzionale. Ad ogni modo...un tentativo in più non può far male e chissà che questa volta i tempi siano maturi per portare a casa almeno qualcuno di questi obiettivi. Auguri Daniele.